Esami di Stato e lavoratori fragili, CUB: nessuno vuole assentarsi ma svolgere operazioni in sicurezza

di redazione

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comunicato CUB Scuola –  Rileviamo con disappunto che molte scuole stanno producendo, talvolta anche in accordo con le RSU, indicazioni operative per l’organizzazione dell’imminente Esame di Stato che contraddicono le norme di riferimento.

Tali documenti recepiscono le indicazioni del Documento tecnico-scientifico per gli Esami di Stato del 15 maggio 2020 ma tralasciano, pur richiamandolo, quanto chiaramente definito nel D.L. 34/2020 detto “Rilancio”.

Tale decreto, all’art. 83, impone ai datori di lavoro pubblici e privati una ”sorveglianza sanitaria eccezionale dei lavoratori maggiormente esposti a rischio contagio, in ragione dell’età o della condizione di rischio derivante da immunodepressione etc.”

È noto, ma lo abbiamo voluto sottolineare, che “o” ha funzione disgiuntiva e quindi il legislatore ha voluto porre l’età come fattore a sé stante di rischio per il lavoratore.

È pur vero che il testo non prosegue indicando una specifica età ma si deve presumere che essa sia compresa tra quelle che vedono gli individui al lavoro.

In ogni caso ci soccorre, con l’autorevolezza che deriva dal ruolo istituzionale dell’Ente, il Documento tecnico dell’INAIL di aprile 2020, nel quale si individuano come “lavoratori fragili” quelle lavoratrici e quei lavoratori la cui età superi i 55 anni.

Molte Istituzioni scolastiche stanno altresì predisponendo elenchi di condizioni patologiche che determinerebbero la condizione di rischio e quindi la possibilità di non svolgere l’esame in presenza. Tali elenchi comprendono condizioni talmente estreme (ictus, ischemia cardiaca, scompenso cardiaco e perfino demenza!) da richiedere il ricovero ospedaliero e che comunque non permetterebbero alcuna attività lavorativa.

Un simile modo di procedere, inutilmente burocratico, sembra teso a non consentire ai lavoratori e alle lavoratrici “fragili” di esercitare il proprio diritto, non già ad assentarsi, ma a svolgere la prestazione lavorativa in condizioni protette.

Ribadiamo che tali condizioni sono due e che possono ma non debbono essere concomitanti: la prima è l’età, oltre i 55 anni. La seconda è data dalla presenza di eventuali patologie che pongono a maggior rischio di contagio ma che comunque consentono la prestazione lavorativa. Nel primo caso è sufficiente la certificazione dell’età anagrafica mentre nel secondo caso non è necessario produrre un certificato di malattia ma soltanto la documentazione medica dello stato di fragilità.

Si fa rilevare che, data la gerarchia delle fonti del diritto, la Nota MI del 28 maggio scorso, che recita: “Il dirigente scolastico, sulla base delle documentazioni mediche prodotte dagli interessati, identifica i docenti che, in quanto “lavoratori fragili”…” non può contraddire il D.L. 34/2020 e che perciò i dirigenti scolastici devono permettere la possibilità di avvalersi delle modalità a distanza previste dall’art.26, comma 1, lett. C dell’O.M. sugli esami di stato a tutti quei lavoratori che, ricadendo nelle due categorie previste dal D.M. e sopra illustrate, ne facciano richiesta.

Allo stesso modo si dovrà procedere per il personale ATA provvedendo affinché continui, se la mansione lo consente, a lavorare in modalità di “lavoro agile” o, altrimenti, venga sostituito.

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