Esami di Stato, combattere l’ansia degli studenti con lo sportello d’ascolto. Un’esperienza

di redazione
ipsef

item-thumbnail

inviato dalla Dott.ssa Antonietta Germanotta – Da svariati anni chi scrive si occupa della conduzione di Sportelli d’ascolto in Scuole dell’interland catanese sia di I che di II Grado (quest’anno in due Istituti Secondari di Secondo Grado del Polivalente di San Giovanni La Punta: il Liceo Statale “Ettore Majorana” e l’Isituto Tecnico Industriale Statale “Galileo Ferraris”). Il seguente articolo intende riportare un’esperienza svolta nell’a.a 2015-2016.

In via sperimentale, infatti, alla fine dell’a.a. 2015/2016 la scrivente ha effettuato all’interno della Scuola Secondaria di Primo Grado “Luigi Sturzo” di Biancavilla uno Sportello d’ascolto, presentando un progetto scritto di sua sponte dal titolo S(u)perare gli esAMI COn me”. Il suddetSportellto progetto si è svolto a ridosso dei mesi di Maggio e Giugno ed è stato rivolto agli alunni delle classi terze.

Gli esami della scuola secondaria di Primo Grado non rappresentano la mera conclusione di un ciclo scolastico che condurrà alle scuole secondarie di secondo grado, ma rappresentano anche la prima volta in cui gli alunni si accostano ad un esame ufficiale e per taluni versi articolato. Il timore di sbagliare, di non essere capaci, di non risucire, di agitarsi potrebbe, in alcuni casi, costituire un ostacolo ed impedire di vivere serenamente le prove.

In concomitanza, ed in aggiunta, dello stesso è stato effettuato un intervento all’interno di una delle classi seconde dell’Istituto così come richiesto.

L’attività di Sportello d’ascolto è stata realizzata attraverso colloqui individuali di consulenza (o di piccoli gruppetti qualora gli allievi lo avessero richiesto) e non avevano carattere terapeutico. L’alunno è stato accolto attraverso una modalità empatica e non giudicante e ciascuno è stato facilitato ad esprimersi ed aprirsi e, ove necessario,incoraggiato a sfogarsi ed esporre le proprie problematiche e richieste. Obiettivo della scrivente è stato quello di supportare quanti si sono recati presso il suddetto sportello con l’intento sarà anche di alleggerirli. Lo sportello è diventato un’occasione per gli alunni di ascolto, sostegno, orientamento ed anche di informazione, gestione e risoluzione di problemi e conflitti.

Sportello d’ascolto classi terze: successivamente alla circolare passata per ciascuna classe, si è ritenuto utile girare per le classi presentandosi, facendosi conoscere e spiegando l’obiettivo e l’intento dell’intervento proposto. All’interno di ogni classe alla fine dell’incontro si chiedeva, volta per volta, se ci fossero domande e si agevolavano gli alunni affinché dicessero la propria. In tanti partecipavano attivamente interrogando su qualcosa che erano curiosi di sapere o chiedendo specifiche rispetto a quanto da me illustrato.

Essendo gli alunni minorenni, ovviamente, si è fatto firmare ai genitori dei minori una preliminare autorizzazione che consentisse, a quanti decidessero di farlo, di recarsi ai colloquio individuali.

In merito ai dati, il 60% delle classi terze ha aderito al progetto: 6 classi su 10, pertanto, hanno deciso di partecipare allo Sportello d’Ascolto. Circa l’80% degli studenti è stato rappresentato da alunne ed il rimanente 20% costituito da alunni. Il numero totale dei partecipanti è stato di 26 e nello specifico 20 di sesso femminile e 6 di sesso maschile. Gli alunni (comprendendo, con tale termine, sia maschi che femmine) recatisi allo sportello prima del termine della scuola sono stati 20 mentre chi ha deciso di parteciparvi dopo tale data, durante gli esami, sono stati 6. Il 40% degli alunni ha deciso di effettuare un secondo incontro con la scrivente e poco più del 10% ha effettuato anche un terzo incontro. Chi ha effettuato almeno un incontro tutte le volte che vedeva la stessa a scuola si avvicinava per dire/chiedere/comunicare qualcosa ed in taluni casi solo per salutare calorosamente, (desiderio, e sinonimo, probabilmente di una volontà di contatto e continuatività da parte degli alunni?).

La maggior parte degli allievi ha deciso di recarsi all’incontro da solo ed una parte minoritaria l’ha fatto in gruppo (2 massimo 4). Nei casi in cui gli alunni sono venuti in gruppo parte finale dell’incontro si è effettuato singolarmente con ciascuno di loro. Nel momento in cui ciascuno si trovava da solo con la scrivente vi era desiderio e volontà, sia esplicito che non, di parlare di altro rispetto agli esami e alla scuola e quasi sempre iniziavano con “avrei una cosa più importante di cui parlare…”. La durata degli incontri è stata variabile, ma si potrebbe affermare che per gli incontri singoli ciascun colloquio è durato circa un’ora e per quelli gruppali almeno mezz’ora per ogni alunno. La maggior parte di loro ha ripetuto, più volte, che l’incontro era stato utile/liberatorio, era servito per sfogarsi.

In merito alla preoccupazione degli esami, tra i nuclei tematici maggiormente emersi (e/o le frasi più pronunciate) troviamo le seguenti:

  • paura di dimenticare gli argomenti;
  • ansia di sbagliare;
  • imbarazzo all’idea di essere visti e sentiti da una platea (insegnanti, commissario, compagni, genitori, amici,…);
  • timore di fare brutta figura;
  • preoccupazione in merito all’ipotesi di poter essere derisi;
  • paura di non essere preparato abbastanza;
  • paura di gettare in fumo mesi ed anni di studio
  • timore di non saper esporre a dovere”;
  • paura di agitarsi troppo;
  • apprensione riguardante l’idea di non soddisfare le aspettative dei genitori, “di non essere all’altezza di ciò che loro voglio e si aspettano… Non posso deluderli”.

Nonostante l’obiettivo prioritario fosse quello di favorire la prevenzione dell’ansia pre-esame, e di poter evitare una tensione eccessiva, e si sia realizzata l’attivazione di uno Spazio ad hoc per ogni specifica esigenza e problematica inerente il sostenimento degli esami di terza media, il progetto era implicitamene rivolto al supporto degli alunni anche per lavorare sull’emotività (e ciò spesso non aveva a che fare solo con gli esami). In alcuni casi, la scrivente, ha anche parlato con i genitori di qualche alunno.

Tutti gli alunni che hanno partecipato agli incontri hanno ringraziato la scrivente e quasi tutti hanno poi comunicato l’esito delll’esame specificando e sottolineando alla stessa che era andato tutto bene.

Intervento di classe: era stato riferito alla scrivente, in primis dal Dirigente Scolastico e successivamente anche dai docenti che all’interno di una classe avvenivano delle azioni non in linea e conformi con quello che è previsto a scuola. Successivamente ad una riunione alla quale erano presenti, tra i vari anche il Dirigente Scolastico, alcuni genitori (nello specifico solo madri) e la scrivente, è stato preannunciato che da lì a breve la stessa avrebbe iniziato a svolgere degli incontri con l’intera classe. Le madri, all’unanimità, si sono mostrate disponibili, favorevoli all’iniziativa ed hanno verbalizzato che, probabilemnte, sarebbe dovuto attivarsi prima tale servizio.

Dal 18 maggio al 6 giugno, pertanto, nell’arco di quattro settimane sono stati effettuati 8 incontri. Ciascun incontro è stato di due ore cica tranne in un paio di occasioni in cui l’intervento è durato un pò di meno.

Durante il primo incontro, dopo essersi presentata ai ragazzi e dopo aver fatto fare loro lo stesso la scrivente ha chiesto loro di elencare verbalmente almeno una qualità (alcuni hanno eseguito il compito tranquillamente) altri un pò a fatica e sono stati incoraggiati e sollecitati. E’ stato chiesto loro cosa si aspettavano dalla scrivente e si è iniziato a lavorare… Pian piano, incontro per incontro, spesso mettendosi tutti in cerchio, si è lavorato sulle varie problematiche emerse. Svariati alunni hanno richiesto, o accolto, la possibilità di parlare individualmente con la scrivente per dire qualcosa che magari non avrebbero avuto il coraggio di comunicare davanti agli altri. Sono state attuate, peratanto, anche azioni individualizzate. Il 4 giugno si è effettuato un incontro finale con i genitori degli alunni in cui eravano presenti il Dirigente Scolastico, la scrivente ed i genitori.

Da quanto esplicitato dagli alunni (soprattutto durante gli ultimi incontri), dai genitori (durante la riunione) e dai docenti (sia in itinere che alla fine) il comportamento degli alunni della classe suddetta si era modificato, migliorando, ed i benefici sono stati comunicati alla scrivente più volte. I genitori hanno verbalizzato di aver visto i propri figli più tranquilli a casa ed alcuni insegnanti di averli visti più disciplinati.

In conclusione si può ritenere che l’esperienza di ascolto scolastico sia stata estremamente significativa per gli alunni in quanto la percentuale di fruizione del servizio offerto è stata molto alta ed ha permesso di evidenziare la profondità delle richieste ed il riverbero epistemologico che la psicologia assume in ambio scolastico.

Ringrazio il Dirigente Scolastico per la sensibilità dimostrata, gli insegnanti e la scuola per aver accordato, alla scrivente, la possibilità di effettuare tale intervento all’interno dell’Istituto.

Versione stampabile
anief banner
soloformazione