Esami di Stato, ANIEF: ok orali in presenza ma stop a prove Invalsi

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Comunicato Anief – Pubblicate le tre ordinanze per gli esami di stato del primo e del secondo ciclo e per la composizione delle commissioni per la maturità. Marcello Pacifico (ANIEF): “Bene gli orali in presenza ma bisogna stoppare le prove Invalsi, impossibili con buona parte delle scuole in didattica a distanza e molte classi in quarantena”

Sono state pubblicate le tre ordinanze per gli esami di stato del primo e del secondo ciclo e per la composizione delle commissioni per la maturità. Come già anticipato in sede di informativa ai sindacati, viene confermato il modello dello scorso anno con alcune modifiche.

Marcello Pacifico (ANIEF): “Bene gli orali in presenza ma bisogna stoppare le prove Invalsi, impossibili con buona parte delle scuole in didattica a distanza e molte classi in quarantena”.

PRIMO CICLO

L’ammissione all’esame dovrà essere deliberata dal consiglio di classe, quindi non è prevista alcuna ammissione automatica. Necessario aver frequentato almeno il 75% del monte ore annuale, salvo eventuali deroghe che potranno essere decise dai consigli di classe.

L’esame si svolgerà in presenza nel periodo compreso tra la fine delle lezioni e il 30 giugno e sarà costituito da una prova orale, separata – rispetto allo scorso anno – dallo scrutinio finale. La prova si baserà sulla discussione di un elaborato su una tematica che sarà assegnata dal cdc ad ogni studente entro il 7 maggio e che dovrà da questi essere consegnato entro il 7 giugno.

L’elaborato, che potrà assumere forma scritta, multimediale o anche una veste artistico-musicale, riguarderà una o più discipline e la sua realizzazione sarà supportata dai docenti, chiamati ad accompagnare l’alunno nella sua definizione. La prova orale dovrà anche valutare le competenze linguistiche, matematiche e di Educazione Civica raggiunte dagli studenti, che saranno valutati su base decimale. I più meritevoli potranno aspirare anche alla lode.

COMMISSIONI SECONDO CICLO

Riunione plenaria fissata per il 14 giugno alle ore 8:30. Le commissioni per la Maturità (una ogni due classi) saranno composte, come lo scorso anno, dai docenti della classe e avranno un presidente esterno. Ogni sottocommissione vedrà la partecipazione di sei docenti-commissari, cui si aggiungerà il presidente. Quest’ultimo sarà individuato dall’ufficio scolastico regionale competente, mentre la nomina dei commissari sarà deliberata dai rispettivi consigli di classe. La nomina come commissario comporta per i docenti l’obbligo di partecipazione ai lavori della Commissione, salvo comprovato e giustificato motivo. La scelta dei commissari seguirà il principio dell’equilibrio tra discipline ma andrà comunque garantita la nomina dei commissari di Italiano e delle discipline caratterizzanti l’indirizzo di studi. Chi insegna in più classi terminali potrà essere nominato commissario in due al massimo

ESAMI DI MATURITA’

Si comincia il 16 giugno, con sola prova orale in presenza per un massimo di cinque candidati al giorno, salvo diverse esigenze organizzative. L’ammissione dovrà essere deliberata dal consiglio di classe, partendo dal rispetto dell’obbligo di frequenza di almeno i tre quarti del monte ore annuale, salvo motivate deroghe da valutare caso per caso. Deroghe, invece, già previste dall’ordinanza sul monte orario dei PCTO e sulle prove invalsi, che è intenzione del Ministero far svolgere ma che non saranno requisito d’accesso all’esame.

La durata prevista dell’orale per ciascun candidato è di 60 minuti, la valutazione sarà in centesimi e al voto finale concorreranno la prova d’esame (max 40 punti) e il credito scolastico dell’ultimo triennio (max 60 punti). Possibile l’assegnazione della lode agli studenti più meritevoli.

Anche in questo caso, l’esame prenderà avvio dalla discussione su un elaborato che riguarderà un argomento afferente alle discipline caratterizzanti l’indirizzo di studi e che sarà assegnato a ogni studente dal consiglio di classe entro il prossimo 30 aprile. La consegna dovrà avvenire entro e non oltre il 31 maggio.

Il consiglio di classe provvederà all’indicazione, tra i membri designati per far parte delle sottocommissioni, di docenti di riferimento, a ognuno dei quali sarà assegnato un gruppo di studenti, col compito di accompagnare ciascun candidato nella stesura dell’elaborato. Questo – prevede l’ordinanza – potrà essere “integrato, in una prospettiva multidisciplinare, dagli apporti di altre discipline o competenze individuali presenti nel Curriculum dello studente e dell’esperienza di PCTO svolta durante il percorso di studi”. La forma dell’elaborato sarà scelta dallo studente, in modo da garantire la valorizzazione del percorso svolto e delle caratteristiche peculiari dello studente.

Dopo la presentazione e la discussione sull’elaborato, l’esame proseguirà con la discussione su un testo di Italiano, o della lingua in cui si svolge l’insegnamento, trattato durante il quinto anno di studi, quindi con l’analisi di uno dei materiali (testi, documenti, immagini, problema, etc) predisposti dalla commissione. L’esame dovrà anche prevedere l’esposizione delle esperienze svolte dallo studente durante i PCTO (se non trattate all’interno dell’elaborato) e la valutazione delle competenze di Educazione Civica.

IL COMMENTO DELL’ANIEF

“È importante – afferma Marcello Pacifico, presidente ANIEF – aver fornito per tempo agli studenti e agli insegnanti le indicazioni per gli esami di stato conclusivi del primo e del secondo ciclo. In un momento come questo era fondamentale dare un segnale di certezza e di stabilità a tutto il sistema scolastico. Siamo soddisfatti della scelta di far svolgere gli esami in presenza e in sicurezza, inoltre riteniamo un atto dovuto e importante aver garantito le necessarie deroghe per l’ammissione su monte ore PCTO e prove Invalsi. Riguardo a queste ultime, tuttavia, il ministero ha manifestato l’intenzione di svolgerle comunque. Come ANIEF – conclude Pacifico – riteniamo che sia un errore, anche perché pensiamo sia impossibile, oltre che inopportuno, svolgere le prove Invalsi con moltissime scuole passate, o in procinto di farlo, alla DDI e con tante classi in quarantena a causa della pandemia. Chiediamo al Ministro Bianchi un ulteriore atto di chiarezza disponendone l’annullamento integrale per quest’anno scolastico.

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