Esami di maturità in presenza, perché togliere questa opportunità anche agli studenti di terza media? Lettera

Lettera

Oggi non mi meraviglio più di tanto delle decisioni dei nostri governanti; non mi meraviglio no, ma mi convinco sempre di più che essi sono lontani dal territorio, lontani dalle esigenze dei loro “governati” e ignari delle conseguenze delle loro enigmatiche decisioni.

Insegno da oltre trent’anni, sono di Aquino, piccolo e bellissimo paese nella provincia di Frosinone, attualmente docente nella scuola secondaria di 1° grado. Forse sarò una voce “fuori dal coro”, ma ancora oggi mi domando perché, cara Ministra Azzolina, i maturandi del secondo ciclo possono sostenere l’esame di maturità in presenza, mentre ai nostri ragazzi gli si debba privare di questa esperienza formativa, relegandoli in casa dietro ad uno schermo a relazionare sulla tesina, ascoltando le loro voci a volte distorte dal suono metallico di microfoni spesso malfunzionanti, vedere i loro volti in immagini spesso “frittate” dal cattivo collegamento di linee ballerine e non poterli guardare negli occhi, alleviare le loro ansie, sostenerli con gesti e cenni di affettiva complicità, rassicurandoli che tutto andrà bene, che l’emozione che stanno provando è anche la nostra emozione, che l’esperienza che stanno facendo, è anche la nostra esperienza. Sono poco più che bambini con cui abbiamo camminato insieme per tre anni, abbiamo ascoltato le loro storie, le loro confidenze anche più intime, conosciamo ogni lato del loro carattere, pregi e difetti; si sono affidati ed appoggiati ai loro insegnanti e adesso mi sento, ci sentiamo, come se li stessimo abbandonando proprio sul filo del traguardo, nel momento più importante di questo loro percorso scolastico. Mi ritornano in mente le sue parole Ministra Azzolina:

“ ricordo con molto piacere il mio esame di maturità, un’ esperienza che non dimenticherò mai, mi impegnerò al massimo, affinchè anche i maturandi di oggi possano fare la loro esperienza”. Per i nostri ragazzi, invece, neanche un barlume di speranza, liquidati già da subito con un laconico…. Esame di terza media….CANCELLATO, richiesto solo una tesina da discutere on line. Mi viene da pensare signora Ministra, che non ricorda affatto il suo esame di terza media, o lo ha rimosso; eppure, credo che anche per lei dopo l’esame di 5° elementare, sia stata la prima esperienza di “adolescente” davanti ad una commissione. Vista la sua giovane età non credo che abbia fatto anche “l’esame di seconda elementare” come si usava allora e come ho fatto io. Queste sono tappe …signora Ministra, che formano il bambino, l’adolescente, il giovane. Io mi sentirei “ladro” di queste esperienze. Posso capire le difficoltà di un Ministro nel portare avanti il proprio Dicastero districandosi in mille problemi, ma lei si è affiancata di una task force che avrebbe dovuta sostenerla in questo periodo emergenziale per far fronte ai tanti problemi della scuola compresi gli esami di fine ciclo. Anche se il suo Ministero (Pubblica Istruzione), ha un primato: due comitati per un totale di 100 esperti; una task force per affrontare il presente, attiva dal 24 febbraio, composta da dirigenti, pediatri e rappresentanti di docenti e studenti e una task force per il futuro, annunciata da poco, con a capo l’ex assessore all’Istruzione della regione Emilia Romagna, Patrizio Bianchi. Esperti quest’ultimi che le hanno suggerito di andare in televisione ad annunciare come si “scenderà” in classe a settembre prossimo, adottando la tattica del 10/10. Lontani signora Ministra, lontani, lontani e lontani. Lontani dalla gente e dai loro problemi. Magari queste mie osservazioni non arriveranno mai a lei signora Ministra, ma io non mi sentirò in pace con me stesso fin quando non avrò chiarezza sul suo diniego all’espletazione degli esami di terza media …in presenza.

Mi farebbe piacere conoscere il parere dei suoi esperti (dirigenti, pediatri e rappresentanti dei docenti e studenti ) e le motivazioni attraverso le quali hanno ritenuto opportuno cancellare l’esame di terza media…. In presenza. Questo mi sembra il necrologio che anticipa la fine dell’esame di Stato nella scuola secondaria di 1° grado. Mi sbaglierò, ma come diceva uno dei maggiori Statisti dell’Italia Repubblicana, “ a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si indovina”. Mentre le sto scrivendo, signora Ministra, vedo sorgere il sole dalla mia finestra in via Pietro Nenni, è dalle cinque del mattino che sono sveglio, non ce l’ho fatta a tacitarmi. Amo …andare a scuola…forse meno in questo tipo di scuola, ma non ho mai fatto un giorno di assenza, ho un ‘ottimo feeling con i miei colleghi, amo i miei ragazzi, mi piace lavorare con loro, e so, data la loro tenera età, che non hanno voce per gridare il loro desiderio di tornare a scuola almeno per gli esami. Mi meraviglio che nessuno abbia alzato la voce per questi nostri ragazzi; Mi meraviglio del fatto che non ho mai sentito nessuno neanche tra i giornalisti, nei notiziari, o aver letto sui giornali, dico, nessuno che abbia posto una domanda alla Ministra, alla task force di esperti, o semplicemente a se stessi……. perché maturità in presenza SI, perché esami di terza media in presenza NO. Ripeto, forse sarò “fuori dal coro” ma finchè avrò energie, sarò il sostegno dei miei alunni, finchè avrò voce, sarò la loro…voce.
le porgo i più cordiali saluti
prof. Giuseppe Evangelista
sempre dalla parte dei miei alunni.

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