Esami di maturità in presenza, grossa grana per il ministro. Lettera

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Inviato da Giampaolo Bullegas – Fra le varie ipotesi che si fanno circa il criterio di svolgimento degli esami di maturità, apprendo che vi è la possibilità che vengano svolti in presenza.

Nel caso si optasse per tale modalità, i Dirigenti Scolastici, in veste di datori di Lavoro dovrebbero provvedere a :

1) far eseguire una profonda sanificazione degli ambienti scolastici

2) dotare il personale di segreteria di attrezzature di protezione individuale (mascherine, schermi, guanti)

3) Individuare ambienti ampi dove consentire il distanziamento sociale

4) dotare il personale docente di tutti i dispositivi di protezione individuale (mascherine, schermi, guanti)

5) munire gli studenti di tutti i dispositivi di protezione individuale (mascherine, schermi, guanti)

6) Effettuare dopo ogni tornata di interrogazioni la sanificazione degli ambienti.

Immaginate cosa succederebbe se malauguratamente ci fossero dei contagi in sede d’esame. Succederebbe il finimondo, come per le RSA degli anziani, e responsabilità gravissime da parte governativa e ministeriale per aver messo a repentaglio la salute di docenti e studenti.

Intanto si dovrebbero preventivamente individuare gli asintomatici sia tra docenti che tra studenti.

Che si fa in caso di contagio:

-Si cambia la commissione poiché gli altri membri andrebbero in quarantena?

-Si fanno preventivi tamponi ed esami sierologici ai membri della commissione ed a tutti i maturandi?

Inoltre le realtà sanitarie sono diverse nelle varie regioni; non si potrebbe gestire l’esame in modo differente nelle varie realtà regionali.

Consiglierei al Ministro di riflettere ed evitare cattivi consiglieri.

Diciamolo chiaramente: non ci sono le condizioni per un esame in presenza

Ritengo la proposta purtroppo non praticabile.

Per il rientro a settembre si porranno gli stessi problemi notevolmente amplificati e nessuno è in grado di dare certezze sulle condizioni di sicurezza in ambiente scolastico.

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