Esame senza tema d’italiano? L’espressione rischia l’estinzione. Lettera

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Inviata da Francesco Polopoli – Radicato è il pensiero di una scuola, alla latina, da «schola», come spazio di libertà: eppure dall’alto, anche per quest’anno, si è propensi «all’esame ridotto di maturità». Forzatamente, mi va di aggiungere! Senza tema, ancora una volta: questa è, in sostanza, la direzione! Sempre più sottolineo l’idea di una «comunità educante – formatrice di vita»: già, come la storia, che è «magistra vitae!».

Per converso, che facciamo? Limitiamo la libertà d’espressione in una delle prove più caratterizzanti per l’educazione al pensiero, che bella trovata, direi! Così facendo, confineremo in un lockdown il pensiero critico, dopo essere rientrati, in totale sicurezza ed in presenza, nelle nostre aule a settembre.

Trovo contraddittorio quest’atteggiamento e, da educatore, proprio perché è mio compito quello di accompagnare i giovanissimi a sviluppare lo spirito critico, mi permetto di dissentire. Blindare una prova, a giugno, quando i focolai covidosi tendono a diminuire ovunque, mette a dura prova un’espressione di libertà: non lo trovo giusto nella mia maniera più assoluta,
lasciatemelo dire!

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