Esame di stato I ciclo, perché non un colloquio a distanza? Lettera

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Gentile Ministra Azzolina, La notizia apparsa sui canali social che l’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione si concluderà con una tesina ha gettato nello sconforto me e i docenti delle due scuole secondarie di I grado che ho l’onore di dirigere: Alfieri e Piaget incardinate nell’I.C. n.1 “don Lorenzo Milani” della Spezia.

Sconforto perché abbiamo tutti insieme lavorato da due anni su una modalità di svolgimento del colloquio più confacente a rilevare non solo conoscenze ma competenze quali quelle di organizzazione e raccolta di dati, di problem solving, di public speaking di elaborazione critica.

Capiamo benissimo che l’attuale situazione impedisce di svolgere l’esame come gli anni scorsi e che la primaria esigenza è quella di garantire la sicurezza per tutti: alunni e i docenti, tuttavia ritornare alla “tesina”, termine che rimanda a una scuola polverosa, vecchia, dove si fanno le “ricerche” che si esprimono con un copia e incolla, sinceramente crea emotivo sconforto per chi è impegnato a fare una didattica innovativa e creativa.

La tesina “tradizionale” da consegnare in forma scritta è un sistema svilente per tutti, per i ragazzi che la devono preparare (e che faranno dei gran copia/incolla) e per noi che dobbiamo leggerla e valutarla. Cosa valuteremo? Se i ragazzi hanno collegato bene le materie  e se hanno fatto dei copia e incolla credibili? Perchè saltare il colloquio orale fatto a distanza come le video lezioni che stiamo facendo? Abbiamo fatto didattica a distanza fino ad ora, tutte le scuole sono organizzate in questo senso: perché mai ridurre tutto a una valutazione di scrutinio?

Il nostro istituto ha già sperimentato lo scorso anno scolastico una modalità di fare il colloquio che vorremmo effettuare anche quest’anno.
Si riassume in 5 parole chiave: macroaree, argomento, performance, tutor, task.

All’interno di macroaree di interesse generale ( es. diritto alla salute, razzismo ed emarginazione, scienza e progresso, bellezza e utilità dell’arte, musica linguaggio universale, ecc.) gli alunni, ognuno guidati da uno dei loro docenti che gli fa da tutor, sceglie un argomento di suo interesse e lo sviluppa tramite una performance nella quale si può esprimere liberamente. Può suonare o cantare un brano musicale, fare un dipinto o una scultura, fare un articolo di giornale o un recitato, tutto ciò che la sua fantasia e il suo interesse gli ispira. La commissione interagisce con l’alunno stimolando l’argomentare.

Ogni docente tutor accompagna gli alunni a lui affidati nel percorso sollecitandoli ad esprimere le loro potenzialità.

I task infine sono dei veri compiti da portare a compimento. In sede di colloquio viene posto ad ogni candidato un’immagine, un grafico, un post di facebook, un brano musicale, una fake news ecc. e ogni candidato dovrà, dopo aver raccolto le idee, parlarne liberamente dimostrando spirito critico.

L’esperienza che abbiamo già fatto ha dato molte soddisfazioni a noi e agli alunni e soprattutto ha sottratto, almeno in parte , il colloquio dall’intervento della famiglia.

Valutare un percorso triennale con una tesina è un modo di svilire l’impegno che alunni e docenti hanno messo in gioco appunto per tre anni.

Siamo perfettamente in grado di organizzarci per un colloquio orale e i ragazzi hanno bisogno di questo rito di passaggio, a maggior ragione in un periodo per loro così triste e difficile come quello che stiamo tutti quanti vivendo. Hanno bisogno di pensare che questi mesi non sono stati inutili, che la didattica a distanza non è stata solo un inutile parentesi ma ha dato loro qualcosa di importante, hanno bisogno di trovare l’unicità di quello che gli è successo.

Hanno bisogno di chiudere un percorso senza lasciare loro l’amaro in bocca di essersi persi gli ultimi, preziosissimi momenti con la loro classe.
Gentile Ministra tutti noi vorremmo continuare a lavorare così.
I nostri cordiali e deferenti saluti

Dott.ssa Maria TORRE
Dirigente Scolastico

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