Esame di maturità: per il ritorno alla normalità bisognava attendere un altro anno. Lettera

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Inviata da Giuliana Ammannati, pedagogista clinico Anpec – La protesta degli studenti maturandi e` comprensibile. L’anno in presenza e` stato molto importante,ma non sufficiente, per molti di loro, a completare una formazione in se` lacunosa, per il lungo tempo trascorso in didattica a distanza. E anche per altri validi motivi da tenere in considerazione.

Primo fra tutti la vulnerabilità emotiva che attualmente gli studenti hanno.
E chi non l’avrebbe al posto loro?
Se tornare in presenza è stato molto significativo, al tempo stesso ha comportato un dispendio notevole di energia psichics ed è stato snervante per la sicurezza personale e verso gli altri.
Il disagio avvertito è stato notevole.

In questa condizione, la maggior parte degli studenti si sente insicura, impreparata, e non pronta psicologicamente.
Si sente svantaggiata.
Avverte una richiesta eccessiva nei loro confronti.

Su questa base non si può parlare di un ritorno alla normalità, che nei fatti non c’è.
Ora, è giusto permettere che l’impegno dei professori, di tutto il personale, della stessa Istituzione Scolastica ,vada premiato, ma a farne le spese non devono essere gli studenti maturandi e anche quei professori delle classi che affrontano la maturità`.
I docenti non hanno la bacchetta magica per sanare le lacune pregresse e garantire la formazione idonea e completa, che la scuola richiede in tempi di normalità.

Bisognava, quindi, prevedere due anni in presenza per il ritorno alla maturità completa, permettendo agli studenti del penultimo anno di completare il quadro formativo..
I processi di interiorizzazione delle conoscenze e competenze hanno, infatti, i loro tempi.

Non si tratta di essere permissivi e blandi, di fare una maturità all’acqua di rose, ma sulle conoscenze scientifiche relative i tempi degli apprendimenti, essere flessibili come è stato fatto nel periodo di emergenza, dal momento che questa e` ancora in atto…

Occorre mettere gli studenti nella condizione di sostenere comunque un esame dignitoso, visto che la situazione pandemica ha alterato molti equilibri, non solo di adulti, ma in particolare dei giovani, per il suo protrarsi e per la sua gravita`.
Pertanto, dare attenzione ulteriore agli studenti e ` necessario per non rovinare il clima costruttivo fin qui prodotto, per non vanificare gli sforzi compiuti, per non erigere barriere divisive e generare conflitti.

Ascoltare gli studenti maturandi è anche un modo per eliminare la loro erronea percezione sugli adulti che vogliono “penalizzarli” oltre misura.
Un modo per ristabilire una autentica connessione tra il mondo degli adulti e la realtà giovanile.

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