Esame di maturità, ha ancora un senso? Lettera

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Inviata da Mario Bocola – Ci chiediamo se l’esame di maturità ha ancora un senso ed un valore. Fin dalla sua istituzione è stato sempre l’esame più temuto da tutti gli studenti. Negli anni Sessanta e Settanta era una prova importante e si svolgeva con commissioni esterne e su tutte le materie dell’ultimo triennio con scritti e orali.

Con l’avvento dell’autonomia scolastica alla fine degli anni Ottanta inizio anni Novanta l’esame di maturità è stato reso più leggero con l’introduzione del saggio breve e della terza prova con quesiti su diverse discipline, una sorta di ritorno al passato soft. Sono poi cambiate le commissioni: un po’ esterne e un po’ interne.

Restavano i due scritti, l’uno quello d’italiano obbligatorio in tutti gli indirizzi di studio e la seconda prova che variava a
seconda dell’indirizzo di studi. Con il covid le commissioni sono diventate tutte interne ad eccezione del Presidente e gli scritti sono stati sostituiti da un maxi orale della durata di un’ora su un elaborato preparato dallo studente. Tutto semplificato.

L’esame di maturità viene così reso molto soft ed annacquato. Quindi ripetiamo la domanda: ha ancora un senso sostenere l’esame di maturità? Questo esame rende veramente maturi i nostri studenti? Una bella domanda a cui rispondere….

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