Alcuni errori da non commettere in classe, dal ricorso all’alzata di mano alle lodi dell’alunno

di redazione
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Marco Orsi, ideatore del metodo “La Scuola Senza Zaino” ha indicato, nel libro “Dire bravo non serve”, alcuni errori (nello specifico sei) da non commettere in classe da parte del docente, al fine di non compromettere il processo di insegnamento/apprendimento, e anche da parte dei genitori. 

Uno dei più gravi errori da evitare, come riportato sul corriere.it, è quello di dire “bravo” ad un alunno che ha risposto ad una domanda o svolto un compito. Ciò, infatti, influirebbe negativamente su chi non ha ricevuto il complimento dall’insegnante, scatenando due possibili reazioni: la presa in giro o l’invidia da parte dei compagni dell’allievo “bravo”.

Un altro aspetto criticato da Orsi riguarda l’alzata di mano durante le interrogazioni o quando si pongono delle domande, in quanto ciò non permette a tutti gli alunni di rispondere e al docente di comprendere se quanto trasmesso sia stato recepito. Per Orsi sarebbe meglio utilizzare delle App che permettono a tutti gli alunni di rispondere contemporaneamente alla stesse domande.

Altro punto criticato riguarda i voti e le pagelle. Orsi si chiede se conta più il voto o la passione per lo studio? Secondo la sua visione, i docenti dovrebbero dare meno importanza al voto.

Altra questine riguarda l’autostima e l’eccessiva enfasi incentrata su di essa. Secondo Orsi ciò ha generato crisi dell’autorità e della mediazione.

Altro elemento sotto accusa è l’autorità del docente che, allo stato attuale, dovrebbe configurarsi come “un’autorità di servizio basata sul rispetto. Genitori e insegnanti devono chiedersi: come posso mostrare rispetto a mio figlio o al mio studente quotidianamente? Come posso riconoscere il suo impegno senza dover ricorrere a giudizi sulla persona che implichino il “bravo”?”

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