Errori grammaticali nelle prove concorsuali, cosa pretendiamo dagli alunni? Lettera

di redazione
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Si parla da tempo delle abilità di scrittura degli studenti e del fatto che scrivono male al punto che ha suscitato l’allarme dei docenti universitari, ma le prove concorsuali della scuola dell’infanzia e primaria hanno messo in evidenza un’altra triste e amara realtà.

Molti candidati che hanno partecipato all’ultimo concorso hanno commesso negli elaborati errori grammaticali che sono imperdonabili.

Ė vero che le prove concorsuali per insegnare nella scuola sono molto tecniche e richiedono la conoscenza di nozioni teoriche di pedagogia, docimologia, standard valutativi che sono importanti per la formazione dell’insegnante, ma si sta evidenziando che bisogna insistere sulla conoscenza delle regole della buona grammatica, perché le nuove leve le hanno dimenticate.

Non è pensabile che il futuro insegnante che si appresta ad entrare nel mondo della scuola e che, quindi, assume il delicato ruolo di assumersi la responsabilità di istruire le nuove generazioni, compia nelle prove concorsuali defaillance grammaticali.

Non bisogna sottovalutare affatto questo problema perché, purtroppo, il livello culturale, rispetto al passato, si è notevolmente abbassato da far paura, come altrettanto grave è la prospettiva futura.

Con questi chiari di luna e con una preparazione culturale inadeguata, che cosa possiamo pretendere dagli alunni che hanno serie difficoltà nella scrittura?

Ė urgentissimo un approfondimento e un’analisi per tutti coloro che si apprestano a partecipare ad un concorso per entrare nella scuola, delle conoscenze basilari della nostra lingua italiana.

Ė urgente un ritorno al metodo di insegnamento degli insegnanti di un tempo che facevano riempire agli alunni intere pagine di quaderni sulle regole grammaticali e sintattiche, altrimenti l’asticella verso l’alto non la alzeremo più.

Mario Bocola

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