Erogazioni liberali alle scuole, devono essere rendicontate. Modello da scaricare

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L’Anac, avendo ricevuto diverse segnalazioni sull’asserita mancanza di trasparenza delle erogazioni liberali in natura ed in denaro, nell’ambito delle raccolte fondi per l’emergenza sanitaria in atto, ha pubblicato un comunicato del Presidente dell’Autorità ad integrazione delle indicazioni sulle modalità di rendicontazione delle erogazioni liberali ricevute dalle amministrazioni (ai sensi dell’art. 99 rubricato “Erogazioni liberali a sostegno del contrasto dell’emergenza epidemiologica da COVID-19” del D.L. 17 marzo 2020, n. 18, recante “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”).

L’art. 99, del D.L. summenzionato, definisce gli obblighi di trasparenza per tutti i soggetti (Dipartimento della Protezione Civile, Enti e SSN) che ricevono erogazioni liberali. In particolare, il co. 5 impone a ciascuna Pubblica amministrazione beneficiaria di tali erogazioni, di attuare un’apposita rendicontazione separata, per la quale è anche autorizzata l’apertura di un conto corrente dedicato presso il proprio tesoriere, assicurandone la completa tracciabilità.

La norma dispone inoltre che, al termine dello stato di emergenza nazionale da COVID-19, tale separata rendicontazione dovrà essere pubblicata da ciascuna pubblica amministrazione beneficiaria sul proprio sito internet, al fine di garantire la trasparenza della fonte e dell’impiego delle suddette liberalità. L’Autorità, per facilitare le amministrazioni nell’attuazione dell’obbligo di pubblicazione introdotto e garantire la conoscibilità delle erogazioni a tutti gli interessati secondo uno schema uniforme che consenta anche la comparazione dei dati essenziali, ha elaborato congiuntamente con il MEF un modello con cui rendicontare le erogazioni liberali ricevute.

Il modello, allegato al presente articolo, è anche disponibile sul sito istituzionale dell’Autorità. Pertanto:

  1. Ai sensi dell’art. 99, co. 5, le PP.AA sono tenute a predisporre e a pubblicare una rendicontazione delle erogazioni liberali ricevute secondo tale modello.
  2. I contenuti del modello di rendicontazione predisposto sono da ritenersi contenuti minimi essenziali al fine di garantire il rispetto della normativa. Resta fermo che, per favorire la massima trasparenza, tali contenuti possono essere integrati con ulteriori dati relativi alle campagne di raccolta fondi, in una logica di rendicontazione sulla gestione delle risorse messe a disposizione delle amministrazioni. In quest’ottica, a titolo esemplificativo, potrebbero essere oggetto di pubblicazione, anche in forma aggregata, purché privi di dati personali, i dati relativi agli interventi finanziati, il relativo cronoprogramma, lo stato di avanzamento di eventuali lavori finanziati/sovvenzionati, i fondi residui rimasti inutilizzati da imputare a riserve in bilancio.
  3. Il modello, predisposto dall’autorità e dal MEF, è articolato in tre sezioni – anagrafica, tabellare e illustrativa – in cui dovranno essere descritte le attività svolte con le somme donate.
  4. Il rendiconto è pubblicato nella sezione “Amministrazione Trasparente”, sottosezione di primo livello, “Interventi straordinari e di emergenza”, contenente i dati previsti dall’art. 42 del d.lgs. 33/2013, e periodicamente aggiornato (ogni tre mesi).
  5. Resta fermo che le erogazioni liberali in denaro ricevute devono comunque essere contabilizzate dalle amministrazioni sulla base delle regole contabili che presiedono al loro funzionamento.

Le precisazioni riguardano la corretta compilazione delle sezioni “Uscite” ed “Entrate” del modello di rendicontazione, il formato dei dati e gli accorgimenti che le Amministrazioni devono adottare a tutela della riservatezza del donante.

Le precisazioni in merito alla compilazione del rendiconto sono state le seguenti:

  1. Nella sezione “Uscite” del rendiconto vanno indicati gli estremi delle fatture di acquisto di beni e servizi. Per ogni acquisto è precisata la data, il numero della fattura con causale dell’acquisto e l’importo della stessa;
  2. Nella sezione “Entrate” l’amministrazione/ente può valutare se indicare il provvisorio di entrata oppure quello del relativo ordinativo d’incasso concernente l’importo donato;
  3. A tutela della riservatezza del donante, le donazioni non debbono contenere dati personali riconducibili allo stesso. A tal riguardo è sufficiente, a fini di trasparenza, che alle donazioni sia associato solo un numero o un codice identificativo.

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