Erasmus+: nel 2013 il 60% in più di studenti italiani è andato all’estero a studiare

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Secondo i dati Indire, saranno oltre 1.600 i docenti di scuole italiane – il 60% in più rispetto al 2013 – a partire nei prossimi mesi (o già partiti all'inizio dell'anno scolastico), per svolgere un corso di formazione o un periodo di docenza in scuole europee.

Secondo i dati Indire, saranno oltre 1.600 i docenti di scuole italiane – il 60% in più rispetto al 2013 – a partire nei prossimi mesi (o già partiti all'inizio dell'anno scolastico), per svolgere un corso di formazione o un periodo di docenza in scuole europee.

 Mentre sono 273 le scuole, capofila di progetto o partner di un team, che riceveranno finanziamenti per svolgere attività di collaborazione in partnership internazionali con studenti e docenti di altri paesi d'Europa.

Altre 48 scuole saranno invece le pioniere dell'azione dedicata ai cosiddetti «Partenariati strategici trans-settoriali», che coinvolgono anche imprese, enti locali e altre organizzazioni, impegnate anche in attività per migliorare le competenze dei giovani per il mondo del lavoro.

Al record di 3 milioni di studenti universitari coinvolti dall'inizio del programma l'Italia ha contribuito per il 10%. Nell'anno accademico 2012/2013, sono stati 25.224 gli studenti italiani in mobilità Erasmus per studio e tirocinio su un totale europeo di 268.143 (212.522 per studio e 55.621 per tirocinio).
L'Italia è tra i quattro principali paesi per numero di studenti in partenza verso diverse destinazioni europee e, all'accoglienza, il nostro paese è al quinto posto dopo Spagna, Germania, Francia e Regno Unito, con circa 19mila studenti europei ospitati nei nostri atenei.

Lo studente italiano medio che parte con l'Erasmus ha circa 23 anni e mezzo e nel 70% dei casi va in Spagna, Francia, Regno Unito e Portogallo dove resta per 6 mesi.

Per l'istruzione e formazione professionale il finanziamento Erasmus è stato di oltre 33 milioni di euro per circa 8mila soggetti in mobilità in Europa e quasi 200 organismi coinvolti nei partenariati. Mentre per l'ambito «Giovani», sempre nel 2014, sono stati 12 milioni gli euro destinati a circa 500 progetti di mobilità giovanile approvati dall'Ang.

Un recente studio della Commissione Europea ha rilevato che tra i laureati l'incidenza della disoccupazione di lunga durata è dimezzata rispetto a chi non ha studiato né si è formato all'estero e, a cinque anni dalla laurea, il loro tasso di disoccupazione è più basso del 23% rispetto a chi non parte per l'estero.

Dopo un tirocinio all'estero,  un giovane su tre ha avuto un'offerta di lavoro nell'azienda ospitante e quasi 1 studente su 10 ha dato vita ad una propria attività e più di 3 su 4 prevedono di farlo.

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