Erasmus+ e Paesi extra UE, dal prossimo anno + 13% fondi. Un successo “made in Italy”

di redazione
ipsef

Miur – Nella Sala della Protomoteca in Campidoglio a Roma si svolge oggi il convegno “Erasmus+ e il successo made in Italy”, organizzato dall’Agenzia Nazionale Erasmus+ Indire in collaborazione con il Miur. La giornata è dedicata all’analisi del sistema di istruzione superiore italiano nell’ambito della mobilità internazionale Erasmus e della sua forte capacità di attrarre studenti provenienti da Paesi extra Europei. 

Miur – Nella Sala della Protomoteca in Campidoglio a Roma si svolge oggi il convegno “Erasmus+ e il successo made in Italy”, organizzato dall’Agenzia Nazionale Erasmus+ Indire in collaborazione con il Miur. La giornata è dedicata all’analisi del sistema di istruzione superiore italiano nell’ambito della mobilità internazionale Erasmus e della sua forte capacità di attrarre studenti provenienti da Paesi extra Europei. 

Questo incontro – dichiara Flaminio Galli, Direttore Generale dell’Agenzia nazionale Erasmus+ Indire – rappresenta l’occasione per fare un bilancio delle esperienze nel primo anno della mobilità extraeuropea targata Erasmus+. L’International Credit Mobility, la parte del Programma dedicata alla mobilità da e verso i Paesi partner extra UE, nasce con lo spirito di incentivare l’attrattività dei sistemi di istruzione superiore europei, dando una forte spinta all’accoglienza di studenti e staff accademico. Nel 2015/16, gli istituti di istruzione superiore “Made in Italy” hanno riscosso un grande successo, con una richiesta di accoglienza molto elevata».

All’avvio di questa misura, nell’anno accademico 2015/2016, sono 2.489 le istanze accordate su 8.983 mobilità richieste. La maggior parte dei fondi è stata assegnata aglistudenti1.210 in entrata e 458 in uscita; una parte minore è destinata ai docenti, di cui 320 in ingresso e 277 in partenza; per le attività di formazione del personale tecnico e amministrativo delle Università, l’iniziativa ha previsto l’ingresso di 151 soggetti, rispetto ai 73 in uscita.

La maggior parte delle mobilità per studio riguarda i Paesi del Mediterraneo (34 italiani in uscita e 312 studenti in ingresso dall’Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Libia, Marocco, Palestina, Siria, Tunisia), a seguire l’area dei Balcani Occidentali (79 in uscita e 222 studenti in arrivo dall’Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Montenegro e Serbia), e i paesi del Partenariato Orientale (240 in ingresso a fronte di 34 in uscita verso Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Moldavia, Ucraina come riconosciuta dal diritto internazionale).

Per il 2016/2017, il budget messo a disposizione per l’Italia viene incrementato del 13%, anche in ragione dell’ampliamento ai Paesi partner dell’area africana, caraibica e pacifica (ACP).

In questa seconda annualità, degli 89 istituti di istruzione superiore italiani candidati, ne sono stati finanziati 52, con un budget di 13 milioni assegnato all’Italia dalla Commissione europea. I fondi finanzieranno 1.986 mobilità in entrata dai paesi extraeuropei, tra studenti, docenti e personale accademico, provenienti principalmente dallaFederazione Russa (195), Albania (191), Serbia (159), Georgia (121) e Israele (109).

In uscita, sono 1.116 le mobilità che dall’Italia hanno come destinazione paesi del resto del mondo, in primis la Federazione Russa (140), seguita da Georgia (84), Serbia (80), Israele (75) e Albania (61).

Tra le università italiane che attraggono più studenti dal resto del mondo, La Sapienza di Roma è al primo posto, seguita dall’Università degli Studi di Milano, dall’Alma Mater di Bologna, dall’Università di Padova e dal Politecnico di Torino. Rispetto alla mobilità verso i paesi extra UE, i primi cinque istituti italiani per numero di studenti in partenza sono l’Alma Mater di Bologna, la Ca’ Foscari di Venezia, l’Università della Tuscia, il Politecnico di Milano e l’Università di Parma.

L’incontro di oggi (h. 15.00), dopo gli interventi del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini e del Direttore dell’Agenzia Erasmus+ Indire Flaminio Galli, prevede un programma con due tavole rotonde, moderate dalla giornalista RAI Tiziana Di Simone. La prima è incentrata sul contributo di Erasmus+ all’internazionalizzazione del sistema di  istruzione  superiore  italiano. Al dibattito partecipano Federico Cinquepalmi, Dirigente dell’ufficio per l’internazionalizzazione della formazione superiore del Miur,Claudio Marazzini, Presidente dell'Accademia della Crusca, Fabio Rugge, Delegato CRUI per l’internazionalizzazione, Maurizio Oliviero, Ambasciatore Erasmus, Alberto Ortolani, Segretario Generale Uni-Italia, e Alberto Bonisoli, Direttore della Nuova Accademia Belle Arti.

A seguire, la seconda tavola rotonda con le testimonianze su questa nuova forma di mobilità raccontate da studenti provenienti da Ucraina, Federazione Russa, Armenia e Montenegro che attualmente stanno studiando presso il Conservatorio di Musica di Parma “Arrigo Boito”, l’Università degli Studi di Macerata, il Conservatorio di Musica di Trieste “Giuseppe Tartini” e il Politecnico di Milano.

Roma, 6 luglio 2016 

Versione stampabile
Argomenti:
anief anief
soloformazione