Entro settembre una riforma degli Istituti tecnici e professionali: nessuno ne parla, pochi ne conoscono i contenuti. Lettera

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Inviata da Giorgio Mottola – Entro una quindicina di giorni, passerà, quasi sotto silenzio, l’ennesima Riforma degli Istituti Tecnici e Professionali La Riforma, che rientra nelle azioni previste dal PNRR, ha subito una brusca accelerazione e, al di là delle formulazioni di principio e l’individuazione di obiettivi, pochi conoscono in che cosa essa sarà esplicitata e che cosa comporterà per allievi e docenti.

Di certo si sa -stando a quanto dichiarato dal Ministro- che mirerà ad “allineare il curricolo degli istituti tecnici e professionali alla domanda di competenze che proviene dal tessuto produttivo del Paese, in particolare verso l’output di innovazione del piano nazionale” , sarà, inoltre, rivisto o rimodellato il sistema di istruzione e formazione professionale in capo alle regioni.
L’istruzione tecnica e professionale per la verità gia fu oggetto di una profonda trasformazione per effetto del dlgs 61/17 che ridusse ulteriormente le ore di laboratorio e quelle di discipline professionalizzanti fino, in qualche caso, a renderle pressoché ininfluenti.

Oggi si viene a parlare di riallineare il curricolo di competenze e di agganciarli a Industria 4.0 e alle” nuove sfide che arrivano dal mondo del lavoro”

Questi benedetti curricoli sono stati, nel corso degli anni, riallineati un sacco di volte e tutte le volte hanno fatto danni.. soprattutto sulla pelle di alcune categorie di docenti, Itp in particolare.

Al netto di queste considerazioni, la cosa preoccupante è che fino ad oggi nessuno è entrato nel merito della riforma (che dovrebbe interessare più di 4000 istituti tecnici e professionali) , oltre che il sistema di istruzione formazione professionale.

Silenzio da parte di tutti: dei sindacati e dei Partiti Politici che oggi, in periodo di elezioni, parlano di Scuola un giorno si e l’altro pure.

Si dirà che le formulazioni di principio e le linee contenute nel PNRR dovranno essere tradotti in regolamenti attuativi e che solo allora si potranno conoscere i dettagli. In parte è vero ma è altrettanto inverosimile che le forze politiche non siano al corrente dei lavori della Commissione (se una commissione c’è stata).

Intendiamoci io ho sempre auspicato un intervento di riordino dell’istruzione tecnica e Professionale ma ho l’impressione (forse sbagliando..) che questo silenzio che gravita intorno non fa presagire nulla di buono.

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