English? No, grazie. Sondaggio di EF tra oltre due milioni di adulti in 3 continenti

di Lalla
ipsef

EF Ufficio Stampa – Secondo gli esperti di EF, questo risultato negativo dell’Italia ha cause precise. “Le motivazioni potrebbero essere da ricercare nel ruolo secondario che l’insegnamento dell’inglese ha avuto nel sistema scolastico ed universitario italiano fino alla fine degli anni ‘80”, ha spiegato Eva Kockum, presidente di EF International Language Centers, la divisione di EF per la formazione linguistica all’estero. “Inoltre, un’altra ragione può essere collegata all’incredibile patrimonio culturale ed artistico dell’Italia, che riduce notevolmente la motivazione allo studio di altre lingue”.

EF Ufficio Stampa – Secondo gli esperti di EF, questo risultato negativo dell’Italia ha cause precise. “Le motivazioni potrebbero essere da ricercare nel ruolo secondario che l’insegnamento dell’inglese ha avuto nel sistema scolastico ed universitario italiano fino alla fine degli anni ‘80”, ha spiegato Eva Kockum, presidente di EF International Language Centers, la divisione di EF per la formazione linguistica all’estero. “Inoltre, un’altra ragione può essere collegata all’incredibile patrimonio culturale ed artistico dell’Italia, che riduce notevolmente la motivazione allo studio di altre lingue”.

La conoscenza della lingua inglese in Europa è molto diffusa, ma l’Italia resta tra i fanalini di coda. Il nostro Paese è infatti tra gli ultimi in Ue, subito prima solo di Spagna e Turchia. E’ quanto emerge da un originale
studio condotto da EF Education First, la nota multinazionale che organizza corsi di lingue e vacanze studio all’estero in tutto il mondo.

Questo studio – denominato EF English Proficiency Index (EPI) – si basa sui test sostenuti on-line da oltre 2 milioni di persone adulte nel triennio 2007-09 in 44 Paesi di tre continenti (Europa, Asia e Centro-Sud America). Si tratta della prima ricerca comparata in questo settore a livello internazionale ed ha consentito di mettere a punto un nuovo indice standard (denominato appunto EPI) per la valutazione della conoscenza dell’inglese tra gli adulti.

In cima alla classifica dello studio EF, si trova la Norvegia con un indice EPI di 69,09, seguita dagli altri Paesi con un alto livello di competenza linguistica: al 2° posto c’è infatti l’Olanda (67,93), che precede Danimarca
(66,58), Svezia (66,26) e Finlandia (61,25). Il primo Paese extraeuropeo è invece la Malesia, che si colloca in 9a posizione (indice 55,54), mentre il primo Paese americano è il Messico, in 18a posizione (51,48).

L’Italia si è posizionata addirittura al 23° posto (49,05), preceduta dal Costarica (49,15) e seguita di pochissimo dalla Spagna (49,01). La Turchia è l’ultimo Paese europeo della classifica, al 43° posto (37,66), e precede di poco il Kazakhistan che è l’ultimo in assoluto (31,74) dei 44 Paesi coinvolti da questa ricerca. I risultati completi sono disponibili on-line su www.ef-italia.it/epi.

EF intende presto illustrare i risultati di questo studio EF EPI ai responsabili delle Istituzioni pubbliche italiane competenti per la scuola e la formazione, a partire dai ministeri dell’Istruzione e della Gioventù. “La nostra struttura non si occupa solo di organizzare viaggi e vacanze studio, ma è costantemente impegnata nello sviluppo della ricerca metodologica e didattica, di cui l’Indice sulla conoscenza della lingua inglese è un
risultato di sicuro interesse”, ha sottolineato Natalia Anguas, direttore generale di EF Italia. “E’ nostro obiettivo mettere a disposizione delle Istituzioni italiane il nostro osservatorio privilegiato e diventare un
interlocutore affidabile ed utile. Questo primo rapporto EF EPI avrà infatti un seguito nei prossimi anni”.

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