Emiliano: “Nessuno può essere obbligato ad andare a scuola. Il diritto alla salute prevale su tutto il resto”

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I provvedimenti e le ordinanze sulla scuola della Regione Puglia “si conciliano” con quanto sostiene il governo. Lo ha sostenuto il presidente Michele Emiliano durante la trasmissione ‘Coffee Break’ su La7.

Lo stesso presidente, nei giorni scorsi, ha annunciato che potrebbe prorogare il sistema della libertà di scelta dei genitori circa la didattica in presenza o a distanza fino al 15 maggio, anche se la Puglia, come è probabile, da lunedì dovesse tornare dalla zona rossa alla zona arancione.

Per il governo, secondo quanto trapela circa il prossimo decreto legge anticovid, prevede per tutti la frequenza almeno al 60% in presenza nelle zone gialle e arancioni. Ed è su questa presunta inconciliabilità Emiliano ha risposto alle domande del conduttore e degli ospiti in studio.

“Nessuno – ha aggiunto – può essere obbligato ad andare a scuola. Questo è il principio fondamentale. Il diritto alla salute prevale su qualunque altra cosa, soprattutto se esiste un mezzo a distanza (per la didattica ndr). Dopo di che – ha chiarito Emiliano – se si raggiunge il 60%, come è molto probabile, e di solito si raggiunge, non c’è nessun problema. Altrimenti vedremo se ci sono dei volontari. Noi abbiamo un sistema – ha sottolineato Emiliano – che, se fosse stato adottato in tutta Italia, avrebbe evitato tuti i conflitti. Chi ritiene di avere bisogno della didattica in presenza, e quindi di avere desiderio di andare a scuola, può farlo. Chi, invece, esercitando un diritto costituzionale inalienabile durante una dichiarazione di stato di emergenza, vuol rimanere a casa e ha la
possibilità di avere la Dad, deve poterla avere e nessuno gliela può negare o obbligarlo ad andare a scuola. Nessuno può essere obbligato a rimanere a scuola durante un terremoto e neanche durante una pandemia.
Questo sistema ha funzionato benissimo – ha affermato – devo dire con la collaborazione degli insegnanti che si sono sottoposti a uno stress notevole perché dover gestire, in parte a casa e in parte in presenza, i ragazzi non è stato facile ma si è creato un ottimo clima. C’è una valanga di gente che si trova bene con la didattica a distanza, direi la stragrande maggioranza ma esiste anche la possibilità per chi vuole di andare in presenza, naturalmente per quello che si può fare in classe. Le nostre scuole sono piccole anguste, piene di problematiche”.

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