Emilia-Romagna, Castaldini (FI): “Screening e vaccinazioni di pari passo per salvare la scuola in presenza”

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“Ho sempre creduto che superare la didattica a distanza fosse un dovere nei confronti dei ragazzi delle scuole superiori, che nell’ultimo anno – più di altri in termini di istruzione e formazione, ma anche di socializzazione – hanno pagato un prezzo altissimo. Questo tempo nessuno glielo ridarà mai indietro”.

“Non più tardi di un mese fa ho presentato una risoluzione, anch’essa un dovere per quello che ho sempre portato avanti in questi mesi e per queste giovani generazioni. Non ho chiesto la luna, ho chiesto prevenzione che passasse per uno screening di massa, con i tamponi a scuola. Non è stata neanche discussa quella risoluzione”, continua.

“Bene, oggi sono qui nuovamente a porre la questione e con un’attenzione, non differente ma più urgente, perché quello che sta accadendo nelle classi e non più solo delle scuole superiori dev’essere arginato prima che sia troppo tardi e ribadisco che va fatto con la prevenzione. Dobbiamo garantire a tutti gli studenti di ogni fascia d’età di poter andare a scuola in totale tranquillità”, prosegue.

“Dobbiamo allontanare lo spauracchio della didattica a distanza definitivamente. Lo dobbiamo fare auspicando a una scuola in presenza al 75% e al 100%. L’Emilia-Romagna dispone di “test che utilizzano come campione da analizzare la saliva, il cui prelievo risulta più semplice e meno invasivo rispetto al tampone naso-faringeo, e pertanto potenzialmente utili per screening di grandi numeri di persone. Anche per i test salivari esistono test di tipo molecolare – che rilevano cioè la presenza nel campione dell’RNA del virus – e di tipo antigenico – che rilevano nel campione le proteine virali – ”, aggiunge.

“Al momento richiederebbero per l’utilizzo un laboratorio attrezzato. Bene, facciamo in modo di trovare una soluzione e di farlo il prima possibile. La Regione deve riuscire ad applicare gli strumenti a disposizione. E lo dico consapevole del fatto che una nuova circolare dell’ufficio scolastico regionale potrebbe dirci anche qualcosa di diverso da quello comunicato fino al 20 febbraio – data pattuita da Versari come confine per la didattica in presenza al 50% -. Non c’è più il solo rischio che a casa tra le mura delle proprie camerette davanti ai pc ci finiscano i ragazzi delle scuole superiori. C’è la possibilità a causa delle varianti – al momento incontrollate – che ben presto a casa ci finiscano bambini delle scuole materne, elementari e medie”, ribadisce.

“E dovere dello Stato è fare in modo che questo non avvenga. Quello di una Regione introdurre tutti gli strumenti a disposizione, anche al costo di fare tamponi giorno e notte. Perché passi per le scuole superiori, che non condivido, ma in fascia di scuola dell’obbligo quanti di noi conoscono genitori che a casa hanno il loro piccolo a rischio contagio? E devono stare in quarantena? Credo che si possano iniziare a contare e con una velocità allarmante. Garantiamola davvero questa scuola sicura, con le lezioni in presenza per tutti, e non al 50% e percorriamo con coraggio il doppio binario della prevenzione con tamponi di massa e della vaccinazione”, continua.

“Utilizziamo le unità mobili per andare nelle scuole e andare fare i tamponi di massa; il medico di ogni istituto farà un tampone agli studenti e intanto un assistente sanitario vaccina gli insegnanti. Screening e vaccinazioni di pari passo. Solo così potremmo far smettere di pagare il prezzo dell’epidemia alle giovani generazioni”, conclude.

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