Emergenza stipendi docenti e Ata, ANIEF: – 9% rispetto all’inflazione. Confronto con altri paesi

di redazione

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Comunicato ANIEF – Nel comparto dell’Istruzione, i compensi rimangono molto al di sotto del consentito: secondo le ultime rilevazioni dell’Ufficio Studi Anief, l’andamento stipendiale del personale scolastico continua a fare i conti con una perdita consistente del potere di spesa.

L’ultimo adeguamento in busta paga, pari ad un incremento di appena il 3,48%, e la parziale indennità di vacanza contrattuale hanno permesso un recupero che non va oltre il 5%, ben lontano dal +14% del costo della vita registrato nel decennio precedente, con 8 punti di disavanzo accumulati tra il 2007 e il 2015.

Marcello Pacifico (Anief): “Riteniamo che il 3,70% di aumento sinora assicurato per il rinnovo del Ccnl, pari a 100 euro mensili netti, sommato al taglio del cuneo fiscale, possa essere solo una base sulla quale far ripartire il confronto con i sindacati e le parti sociali”.

L’emergenza stipendiale dei docenti e Ata della scuola non è procrastinabile. L’Anief lo ha detto in settimana, partecipando al confronto con la ministra Fabiana Dadone, sul memorandum della PA. Secondo il presidente del giovane sindacato autonomo, Marcello Pacifico, “chi pensa di prendere come riferimento l’ultimo rinnovo contrattuale, sottoscritto due anni fa, che ha portato meno di 50 euro netti medi a docente e Ata, corrispondenti ad un misero incremento del 3,48%, sbaglia di grosso: quell’incremento è arrivato, come per tutti i dipendenti pubblici, dopo un decennio di blocco, che ha fatto svettare l’inflazione. Bisogna, quindi, agire per colmare prima di tutto quel gap rispetto al costo della vita. Poi, naturalmente, ci sono da adottare gli aumenti contrattuali veri e propri”.

Per capire come stanno le cose, ricorda il sindacato, basta andare a vedere cosa accade a livello stipendiale in Germania e in Olanda, dove i compensi mensili a fine carriera sono quasi doppi rispetto a quelli del nostro personale, con oltre mille euro in meno al mese di differenza.

“Il nostro sindacato – continua Marcello Pacifico – ritiene che l’obiettivo da raggiungere in tre anni sia quello di assicurare al personale scolastico aumenti medi netti mensili di 240 euro. Per realizzarlo servono almeno 4 miliardi. Anche perché, ricordiamo, la scuola ha anche da risolvere una volta per tutte il problema dell’elemento perequativo, relativo agli stipendi medi-bassi, per i quali gli aumenti non sono stati assicurati in modo strutturale, visto che i passati governi hanno solo provveduto ad una copertura annuale, finanziando somme ad hoc con le leggi di bilancio”.

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