Emergenza sostegno, Salvini attacca: “Una vergogna la carenza di insegnanti di sostegno”. E la metà dei supplenti è senza specializzazione

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“E’ una vergogna che ad ottobre migliaia di bimbi e bimbe, ragazzi e ragazze disabili non abbiano l’insegnante di sostegno”. Lo ha detto Matteo Salvini, leader della Lega, in un video pubblicato sui social.

Tra le priorità del prossimo governo ci deve essere l’inserimento di insegnanti specializzati sulle diverse disabilità che possano entrare in classe fin dal primo giorno”, dice il segretario del Carroccio.

Quanto affermato dal leghista si lega in effetti all’annosa questione legata al sostegno: prima di tutto al balletto delle supplenze che sta colpendo anche i docenti di posto comune. Per il sostegno, come al solito, la questione è ancora più complicata.

Lo stesso Salvini nel corso del video fa riferimento alla notizia riportata anche dalla nostra testata in cui una mamma ha ritirato il proprio figlio da scuola, a 16 anni, dopo aver cambiato 17 insegnanti di sostegno in 10 anni. Un caso limite ma che denota il carattere ormai cronico dell’emergenza sostegno.

E a proposito del tema, non si può non ricordare l’aspetto della specializzazione al sostegno (e questo Salvini lo evidenzia).

Secondo gli ultimi dati, circa la metà degli insegnanti precari di sostegno sono privi del titolo di specializzazione:  “I dati ufficiali emessi dallo stesso ministero dell’Istruzione –dice Marcello Pacifico, presidente Anief – ci dicono che in Italia abbiamo un altissimo numero di cattedre di sostegno assegnate ai supplenti, e moltissimi non sono nemmeno specializzati nella didattica speciale. Considerando la precarizzazione di queste cattedre, il numero dei docenti non specializzati è praticamente raddoppiato. In questa situazione, come si può parlare di continuità didattica e di elevazione dei livelli di formazione degli alunni disabili“.

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