Emergenza sostegno: protestano i genitori, protestano i docenti: no a girandola di docenti senza specializzazione

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L’”emergenza sostegno” rischia di ripetersi anche durante l’anno scolastico 2021/2022 se non si aumenta il numero delle immissioni in ruolo e il numero dei docenti ammessi a frequentare i corsi TFA banditi dalle Università. Ma i fatti concreti sono ancora pochi e abbiamo ascoltato le preoccupazioni, sia di genitori che docenti, durante una recente manifestazione a Roma. 

Stiamo lavorando per settembre, per evitare di avere cattedre scoperte. Stiamo lavorando in tutta Italia per questo, sappiamo la grande sfida che abbiamo di fronte”. Questo è quanto dichiarato dal ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi durante la registrazione della puntata di Porta a Porta.

“Stesso giro, stessa corsa” potremmo affermare, se volgiamo lo sguardo agli anni scolastici precedenti, a quando cioè i buoni propositi diventano irrealizzabili soprattutto quando le cattedre vacanti sono tantissime e il fabbisogno dei docenti non riesce mai ad essere soddisfatto dal numero esiguo delle immissioni in ruolo.

Per l’anno scolastico 2021/2022, sono tante le ipotesi vagliate, fra cui un rientro anticipato ai primi di settembre, rimodulando il calendario scolastico, adeguandolo comunque alle esigenze delle scuole e dei territori. Un buon auspicio che risulta essere vano soprattutto se si continua ad eludere il problema del precariato. Infatti anche quest’anno nel caso non dovessero esserci interventi incisivi da parte del nuovo governo tecnico di Draghi, si prevede una stima di circa 220 mila supplenze, compresi anche gli 80 mila posti in deroga per il sostegno.
Il diritto allo studio va garantito a tutti gli studenti ma quelli con disabilità dovrebbero avere una corsia preferenziale e soprattutto essere tutelati nel loro diritto alla continuità del progetto educativo e didattico (art 14, decreto inclusione).

La protesta dei genitori

Sovente le associazioni degli alunni con disabilità denunciano le proteste dei genitori che assistono ogni anno alle girandole dei docenti di sostegno (molti senza specializzazione ) che il vento ciclicamente sposta in scuole diverse.,

Pur non mettendo in dubbio l’impegno, la volontà di aggiornamento a proprie spese, la presa in carico a 360° della problematica, affidare ogni anno e spesso anche nel corso dello stesso anno scolastico a insegnanti diversi – e perlopiù non specializzati, a volte anche con preparazione disciplinare lontana dal grado di scuola in cui si insegna –  può minare il processo di inclusione e integrazione, come ci testimoniano alcuni genitori.

Il mancato reclutamento dei docenti di sostegno affonda radici profonde, così come la trasformazione degli organici di fatto in quelli di diritto, basti pensare che la rimodulazione degli organici di diritto sul sostegno è bloccata al 2006, nonostante la sentenza di merito n. 196/2019 del Tar Lazio che accolse il ricorso promosso da docenti specializzati sul sostegno, i quali, avevano contestato al Miur l’omessa copertura del fabbisogno dei posti di sostegno e, di conseguenza, la mancata corrispondenza tra i posti vacanti e i docenti specializzati sul sostegno.

Ricordiamo che la legge di Bilancio 2021, prevede che per l’anno scolastico 2021/2022, ci sia un incremento degli organici di sostegno di 5000 mila unità, un numero irrisorio se si pensa che sono 80 mila i posti in deroga per il sostegno.

Quali possibilità per i docenti specializzati

I docenti che stanno frequentando il V ciclo TFA, di cui fanno parte i candidati risultati idonei nei cicli precedenti e regolarmente iscritti al V ciclo, i cosiddetti “soprannumerari” e coloro che hanno partecipato al bando per l’a.a. 2019/2020 e sono risultati vincitori o idonei passati a vincitori in base allo scorrimento di graduatoria, potranno inserire il loro titolo nell’elenco aggiuntivo alle GPS dal 1° luglio al 20 luglio 2021.

Questo slittamento è stato concesso in seguito all’emergenza epidemiologica che ha rallentato le procedure di svolgimento, infatti l’OM 60 prevede la costituzione di elenchi aggiuntivi per i soggetti che acquisiranno il titolo di specializzazione su sostegno entro il 1° Luglio 2021. Ovviamente l’apertura di questa finestra di inserimento GPS per gli specializzati sul sostegno permette a coloro che si abilitano o si specializzano sul sostegno di avere la priorità nelle supplenze rispetto alla seconda fascia GPS o terza fascia delle graduatorie d’istituto.

Nei giorni scorsi, i docenti risultati idonei alle selezioni del V ciclo dei Percorsi di Specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità (TFA sostegno) presso le varie Università d’Italia, hanno protestano dinanzi al Ministero dell’Istruzione, in quanto gli stessi sono risultati idonei ma non vincitori. E questa rappresenta un’altra falla nell’emergenza sostegno in quanto i posti banditi dalle Università per accedere al percorso di specializzazione risultano essere sempre inferiori rispetto al fabbisogno nazionale dei docenti di sostegno.

Nuovo concorso su posti di sostegno

Sembra essersi dissolto nel nulla, l’art.1 comma 980 (Legge di Bilancio 2021) 18-decies che prevede quanto segue:

“Il Ministero dell’Istruzione è autorizzato a bandire procedure selettive, su base regionale, per l’assunzione in ruolo su posto di sostegno dei docenti in possesso del titolo di specializzazione. Le modalità di espletamento del nuovo concorso sono demandate ad un decreto del Ministro dell’Istruzione. Le graduatorie sono integrate ogni due anni a seguito di nuove analoghe procedure. I candidati già presenti, aggiornano il punteggio sono con la medesima cadenza. Alle graduatorie si attinge ai fini delle assunzioni in ruolo dei docenti di sostegno, nei limiti delle facoltà assunzionali annualmente autorizzate, esclusivamente in caso di esaurimento delle corrispondenti graduatorie utili a legislazione vigente, e solo all’esito delle procedure di scorrimento delle graduatorie concorsuali di altre regioni o province. In sostanza si attinge alle nuove graduatorie sui posti che residuano dopo la cosiddetta Call veloce”.

Da quanto sopra esplicitato, appare evidente che le soluzioni per risolvere l’emergenza sostegno siano chiare ed evidenti, occorre che le norme a difesa e tutela degli alunni con disabilità trovino la loro concretizzazione e realizzazione, solo in questo caso potremo parlare di scuola inclusiva.

VI ciclo TFA sostegno

Pur riferendosi all’anno accademico 2020/21, è ancora in fieri. Al momento nulla di concreto, se non le parole della Ministra Messa

Il sistema universitario – ha detto la Messa – è pronto a soddisfare, in occasione del prossimo ciclo, sia l’esigenza formativa dei candidati vincitori al VI ciclo sia quella degli idonei al precedente V ciclo

Affinché si renda possibile questo aumento di posti, ha concluso il Ministro “ è necessario che venga sensibilmente accresciuto il fabbisogno espresso dal sistema scolastico, che consta di 40 mila posti per il triennio 2018-2020, dei quali, fermo restando il numero degli idonei dei precedenti cicli, solo 6.191 sono disponibili attualmente per il prossimo VI ciclo.

Ma l’aumento del numero dei posti comporta la richiesta di autorizzazione al MEF e quindi un iter burocratico lungo e ancora non concluso.

Organici docenti 2021/22: 106.179 posti di sostegno, più di 50 mila di potenziamento

Emergenza sostegno, la protesta degli idonei V Ciclo: “Vogliamo specializzarci” [VIDEO INTERVISTE]

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