Emergenza mancanza di docenti di sostegno. Lettera

di redazione
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Egregio Signor Ministro, chi Le scrive è una docente di sostegno dell’IIS “Via Sarandì 11” di Roma, a nome di tutto il dipartimento di sostegno che in questi giorni si è riunito.

Il nuovo anno scolastico è alle porte, in questi giorni in tutte le scuola si stanno predisponendo le attività di programmazione e di accoglienza degli studenti, istaurando e curando relazioni con i genitori, soprattutto con riguardo all’andamento e all’organizzazione dei primi giorni. Come accade ormai da diversi anni, in merito all’insegnamento di sostegno nei confronti degli alunni diversamente abili, anche quest’anno dobbiamo rilevare la completa inadeguatezza delle risorse in nostro possesso per far fronte alle necessità degli alunni suddetti. Siamo costretti, per l’ennesimo anno consecutivo, come se il problema non fosse già noto, visto che ostinatamente non si provvede a darne necessaria e tempestiva soluzione, a concentrare ogni nostro sforzo non su una programmazione per un avvio “normale” di anno scolastico ma su un “piano d’ interventi” che preveda il tamponamento delle lacune provocate dall’insufficienza di insegnanti di sostegno in organico. Da noi ben 21 cattedre sono scoperte, su 44 previste, dunque quasi il 50% del totale; così da circa tre anni (anche in precedenza accadeva, con una percentuale minore)  cerchiamo in ogni modo di garantire almeno le prestazioni indispensabili nei confronti di alunni diversamente abili per i quali è indifferibile l’affiancamento da parte dell’insegnante di sostegno. Cioè ogni anno dobbiamo approntare piani emergenziali per far partire non nel migliore dei modi l’anno scolastico ma nel modo più rappezzato ottenibile, rammendando buchi qua e là, mettendo da parte la continuità su alcuni alunni, le ore di sostegno cui hanno diritto, per affiancare soltanto gli alunni non autonomi e con rapporto 1:1, senza talvolta riuscirci, in attesa che siano nominati i supplenti che sono necessari. E’ noto invece che tanti altri colleghi di ruolo sarebbero ben felici di trovare posto a fine agosto nella nostra scuola, per poter espletare con noi la propria attività d’insegnamento, ma non possono farlo, nonostante la presenza di cattedre. Siamo costretti a notificare la mancanza di docenti e a chiedere comprensione e collaborazione ai genitori, cosa non sempre facile, poiché la vacanza di ben 21 cattedre di sostegno apre una voragine difficilmente occultabile e sanabile.

Gli alunni diversamente abili, già frequentanti e i nuovi, ne risultato destabilizzati e le famiglie ricevono un servizio incompleto e caotico, con docenti di riferimento che cambiano, appaiono e scompaiono per l’avvicendarsi delle operazioni di nomina, accettazione parziale, compresenza su più scuole, completamenti e quant’altro. Con ciò voglio comunque sottolineare il grande impegno e l’abnegazione della scuola e dei docenti nel tentativo di rendere l’atmosfera e la situazione quanto più verosimili a condizioni di quasi consuetudinarietà, almeno apparente e si spera accettabile, ma senza risorse è davvero difficile riuscirci.

Non sarebbe meglio dotare le scuole, prima dell’inizio dell’anno scolastico, di tutte le cattedre di cui abbisognano reiteratamente da anni? Ci troviamo di fronte ad un problema talmente macroscopico che non ammette più ignoranza o scusanti. Non sarebbe meglio ampliare l’organico di diritto di tutte le scuole che si trovano nella nostra situazione, consentendo di trovare posto ad agosto ai docenti che lo desiderano, anche per un discorso di continuità cui i nostri alunni hanno diritto, anche quando si tratta di un insegnante di ruolo? Perché non procedere ad immettere in ruolo più docenti specializzati anziché costringere questi ultimi a girare come le trottole tra un istituto ed un altro, quando il posto che lasciano a giugno è di nuovo disponibile a settembre? Perché il Ministero e gli uffici scolastici provinciali sembrano avallare questa prassi e questi disagi? Forse è il solito discorso della mancanza di risorse finanziarie, della necessità di risparmiare, perché il settore sembra costi troppo, come si sente da anni. Tale giustificazione non appare credibile perché i nostri colleghi d’oltralpe costano molto più di noi, talvolta a fronte di una pressione fiscale inferiore alla nostra, ma in presenza, evidentemente, di una volontà politica di maggiore investimento nel settore dell’istruzione.

Signor Ministro, aiuti la scuola italiana ad essere più efficiente e credibile agli occhi di tutti e sia nostro alleato nell’impegno a far partire i prossimi anni scolastici in modo decoroso e rispettabile, ad onore soprattutto dell’Altissima Istituzione che Lei presiede e a cui noi ci pregiamo di appartenere, con le dotazioni organiche di docenti di sostegno necessarie a garantire almeno i livelli minimi essenziali di prestazioni cui i nostri utenti (studenti e famiglie) hanno diritto.

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