Emergenza freddo a scuola, studenti e docenti in aula con giubbotti e sciarpe. E qualche preside pensa a soluzioni fai da te

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Nelle scuole del Nord Italia è emergenza freddo: sono tantissimi gli istituti che stanno registrando negli ultimi giorni grosse difficoltà. Se in alcuni casi il tutto nasce dall’idea di risparmiare energia, in realtà sono molti altri i casi in cui il gelo è dovuto al malfunzionamento degli impianti o ad altre problematiche relative sempre ad una disfunzione.

Mentre i dirigenti scolastici provano a risolvere il problema freddo acquistando termoconvettori elettrici o a olio, si legge su Il Fatto Quotidiano, giustificando le assenze di chi resta a casa perché non ce la fa a stare al banco con 15 gradi o chiudendo persino la scuola come è accaduto alla primaria Daneo di Genova.

Quest’anno gli impianti sono stati accesi più tardi del solito e il decreto firmato dall’ex ministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani impone un grado in meno per far fronte alla crisi energetica, ma i casi di istituti che sono arrivati ad avere anche 15-16° negli ambienti non sono pochi.

Come spiega Miriam Pescatori, dirigente del liceo Gioberti di Torino, “si parla di ambienti di apprendimento ma qui abbiamo bisogno di altro”. La dirigente prosegue: “si parla di ambienti di apprendimento ma qui abbiamo bisogno di altro”.

C’è un’ala al secondo piano, dove in quattro classi – spiega la preside a ilfattoquotidiano.it – hanno risentito di questa problematica. Abbiamo registrato della sporcizia all’interno delle tubazioni che impedisce ai termosifoni di accendersi in maniera performante o persino di funzionare. Il nostro, inoltre, è un edificio dei primi del Novecento: abbiamo infissi vecchi, soffitti alti e ogni anno ci ritroviamo a combattere con il freddo”.

Fino a mercoledì abbiamo avuto problemi seri con temperature effettivamente inaccettabili: 15 gradi. A quel punto ho tenuto aperta la scuola ma ho giustificato le assenze di chi se n’è voluto tornare a casa per stare al caldo”, racconta indignato il preside del liceo Pareto di Milano.

Al ritorno a scuola dopo il ponte dell’Immacolata, si è riscontrata la rottura della caldaia che ha causato i problemi di freddo. Città Metropolitana è intervenuta ma per far tornare le aule calde si è dovuto attendere fino a giovedì mattina: “Diciamolo chiaramente: l’ente proprietario dell’istituto potrebbe fare di più. Noi abbiamo speso dei soldi per rendere più dignitoso l’edificio con interventi che non sono nemmeno di nostra pertinenza, ma qui ci sono impianti di riscaldamento obsoleti e dispersione di calore dagli infissi. Inoltre non si può spegnere la caldaia per cinque giorni”.

La situazione resta critica. Abbiamo riportato, a tal proposito, del sondaggio effettuato da Skuola.net – su un campione di 5.000 alunni delle superiori  in cui emerge che quasi la metà (44%) quando è in classe batte i denti per via delle basse temperature in aula. A cui si aggiunge un 31% che, pur non parlando di gelo, lamenta comunque un qualche disagio. Solamente 1 su 4, alla fine, dice di trovarsi in un ambiente gradevole dal punto di vista climatico.

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