Emergenza Covid-19, il recupero di aule per il distanziamento rischia di far disperdere il patrimonio storico- educativo delle scuole

A seguito dell’emergenza COVID-19 le scuole sono state e sono tuttora (lo saranno nelle prossime settimane) al centro di un grande sforzo riorganizzativo in vista della riapertura in sicurezza a settembre per il nuovo anno scolastico.

La ricerca e la predisposizione, nonché l’allestimento, di nuove aule che permettano di ampliare lo spazio a disposizione di studenti e docenti e di rispettare il distanziamento, sono al centro del carico organizzativo dei lavoratori del mondo della scuola, in primis i dirigenti scolastici e il personale ATA. Nella coscienza della assoluta priorità della ripresa, in tutta sicurezza e del rispetto delle norme, delle attività didattiche, in quanto associazione scientifica nazionale che si occupa dello studio, valorizzazione e tutela dei beni culturali delle scuole, la Società Italiana per lo Studio del Patrimonio Storico-Educativo – SIPSE si sente in dovere di porsi a fianco della comunità scolastica affinché la ricerca di nuovi spazi non si trasformi in un’occasione di dispersione del patrimonio culturale presente presso le scuole e costituito da archivi, collezioni scientifiche, musei e collezioni librarie storiche, come già auspicato rispetto alle biblioteche scolastiche anche dall’associazione “Forum del Libro” in data 27 giugno 2020.

Cos’è SISPE

La Società Italiana per lo Studio del Patrimonio Storico-Educativo (SIPSE) nasce dall’iniziativa di un gruppo di storici dell’educazione italiani che da tempo si dedica allo studio del patrimonio storico-educativo, lavorando in atenei che dispongono già di musei della scuola, della didattica e dell’educazione e/o di archivi, laboratori e centri di documentazione e ricerca impegnati su tale versante.

Il patrimonio storico educativo

Com’è noto la categoria di patrimonio storico-educativo accoglie al suo interno un insieme molto eterogeneo di fonti, materiali (banchi, sedie, lavagne, complementi vari di arredo scolastico, biblioteche etc.) e immateriali (canzoni, ricordi etc.), che hanno consentito di scrivere una storia della scuola e, più in generale, dell’educazione aperta a sempre nuove letture, capace cioè di accogliere le memorie di oggetti, persone ed edifici che raccontano pagine di vita diverse da quelle istituzionali.

Le “nuove fonti di studio”

Da tempo, queste “nuove fonti di studio” hanno destato l’interesse della comunità accademica internazionale, portando alla costituzione di società scientifiche dedicate agli studi specialistici sul patrimonio storico-educativo. È questo il caso di Spagna, Portogallo, Francia, Regno Unito, Grecia, Argentina, Cile, Brasile e Canada, per citare solo i casi più rappresentativi. Era, dunque, tempo che anche in Italia si creasse una Società capace di accogliere al suo interno tutti gli interessati allo studio del patrimonio storico-educativo; una Società che fosse in grado di promuovere ricerche altamente specializzate, caratterizzate sin da subito per il loro profilo autenticamente internazionale e che, altresì, fosse immediatamente riconoscibile come parte di quella rete europea delle società scientifiche impegnate nello studio del patrimonio storico-educativo.

L’emergenza e la salvaguardia del patrimonio storico-educativo

Questi beni si trovano oggi molto spesso raccolti, in maniera più o meno ordinata, in locali in disuso quali aule dismesse e stanze adibite a deposito che – a quanto si apprende – saranno probabilmente proprio quegli spazi che durante i mesi estivi potrebbero essere sgomberati celermente. Il rischio quindi di dispersione di questo patrimonio appare quanto mai concreto e ancora più grave in quanto irreversibile. “Per queste ragioni – si legge nell’Appello lanciato da SISPE – desideriamo richiamare l’attenzione sull’esistenza e l’importanza della conservazione del patrimonio scolastico presso le istituzioni che lo hanno generato e sensibilizzare dirigenti, docenti e operatori scolastici alla sua salvaguardia anche in questo momento di riorganizzazione logistica determinata dal COVID-19”.

In quanto, continua l’Appello inviato a tutte le istituzioni scolastiche, “come SIPSE riteniamo quindi utile condividere la nostra esperienza per essere di supporto a chi dovrà effettivamente gestire tale riorganizzazione e chiediamo di diffondere presso tutte le scuole alcuni semplici raccomandazioni pratiche che permettano di raggiungere efficacemente il duplice obiettivo di predisporre – da un lato – spazi che consentano un ritorno in sicurezza a scuola e – dall’altro – di tutelare un patrimonio che contribuisce alla ricchezza culturale e storica della scuola stessa e di tutta la comunità.

Le raccomandazioni di SISPE

Quali raccomandazioni formula SISPE ai dirigenti scolastici?

Le raccomandazioni sono le seguenti:

  • preservare il materiale scolastico storico anche se in disuso e/o rovinato;
  • non procedere con una cernita preliminare, ma conservarlo nella sua interezza in un luogo (possibilmente unico) noto alla Segreteria e alla Dirigenza;
  • segnalare a SIPSE le difficoltà eventualmente incontrate nella ricollocazione del proprio patrimonio scolastico, anche inviando documentazione fotografica dello stesso, in modo che – di concerto con la dirigenza – si possano studiare poi le possibili soluzioni per la sua conservazione a lungo termine.

Informazioni e richieste

La Società SISPE è a disposizione delle scuole italiane per offrire una consulenza specializzata e per mettere in contatto i dirigenti scolastici con gli istituti di conservazione che aderiscono all’associazione o che vogliono aderire. Le richieste possono essere inviare al seguente indirizzo di posta elettronica: [email protected]

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