Emergenza climatica, dichiarata da alcune scuole. Documento e richieste insegnanti

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I dirigenti scolastici di alcune scuole hanno firmato un documento in cui si dichiara lo stato di emergenza climatica.

Quali scuole

Apripista, come riferisce l’AGI, è stato il dirigente dell’istituto comprensivo Capasso – Mazzini di Frattamaggiore, seguito da altre due scuole, il Majorana di Grugliasco e il Notarangelo – Rosati di Foggia.

Chi ha redatto il documento

Il documento, che ha funzione di traccia per la dichiarazione,  è stato preparato dal movimento “Teachers for Future (Tff)”, costituito da insegnanti e nato dal movimento di Greta Thunberg “#FridaysforFuture”.

Significato del documento

Il documento vuole essere un atto di pressione sulle istituzioni affinché vengano presi provvedimenti “efficaci nel contenere gli effetti del collasso climatico e dell’estinzione di massa del vivente”.

I docenti e i dirigenti, in sostanza, chiedono alle istituzioni di agire a difesa dell’ambiente.

Cosa si chiede

Gli insegnanti nello specifico chiedono:

  • “emissioni zero per l’istituto scolastico”,  ossia “coibentazione, efficientamento e risparmio energetico dell’edificio”;
  • emissioni zero per i trasporti;
  •  acquisto di carta esclusivamente riciclata;
  • consumo di prodotti a km  zero per le mense;
  • no uso della plastica;
  • creazione di “orti scolastici;
  • eliminazione carne dai menù degli allievi;
  • progetti di educazione all’aperto;
  • campagne di pulizia di rifiuti nel territorio

Cosa era stato chiesto al Miur

Prima del suddetto documento, nel mese di marzo, i docenti avevano chiesto al Miur di  “aggiornare le linee guida per la gestione dell’emergenza climatica in modo tale da concedere spazio, sia presso le discipline scientifiche che umanistiche, all’attuale emergenza ambientale ed ecologica”.

Era stata chiesta anche una maggiore disponibilità di tempo per insegnare e far riflettere gli studenti sul valore unico e imperdibile del nostro Pianeta, in quanto “La riconversione industriale ed economica e la rigenerazione del pianeta” che occuperà, con ogni probabilità, “la più vasta parte dell’impegno e delle occupazioni delle generazioni attualmente in età scolastica”.

Il tentativo di coinvolgere il Miur, almeno sino ad ora, non ha dato i frutti sperati. Così la portavoce dei  Teachers: “Se aspettiamo che il Miur si allinei probabilmente passeranno anni”.

Cosa si fa nelle scuole

Intanto le scuole stanno cercando di insegnare agli studenti cosa può fare ciascuno di essi nel proprio piccolo, come ad esempio l’uso di  borracce riutilizzabili invece che da bottigliette di plastica.

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