Elezioni, vince il centro-destra. I sindacati della scuola: “Aumenti contrattuali decorosi e stabilizzazione precari storici”

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Il centrodestra vince le elezioni politiche e si candida per governare il Paese nei prossimi 5 anni. C’è curiosità anche per capire quali saranno le politiche scolastiche dei partiti.

I sindacati della scuola chiedono chiarezza e risolutezza nella soluzione dei problemi che affliggono il sistema.

Cisl Scuola

“Siamo al giorno dei risultati elettorali. Ora l’Italia ha un suo quadro più chiaro in termini di consenso per chi dovrà assumere la responsabilità di governo. Noi saremo attenti interlocutori, seri e responsabili con chi prenderà in mano il Governo ed il ministero dell’Istruzione per costruire percorsi adeguati e soprattutto rispettosi degli interessi della scuola e del suo personale”. Così all’Adnkronos Ivana Barbacci, segretaria generale della Cisl Scuola evidenziando anche che “le qualità che la scuola ha espresso in questi anni devono essere valorizzate a cominciare dalla valorizzazione di tutto il personale come promesso nelle campagne elettorali”.

“Saremo, come sempre come Cisl Scuola, – aggiunge Barbacci – e come sempre con tutti i governi, anche soggetti che valuteranno concretamente le azioni che verranno messe in campo dal nuovo esecutivo, valutandole in maniera oggettiva e pragmatica così come avvenuto con tutti i governi. Noi andiamo avanti facendo il bene della scuola”.

Gilda degli Insegnanti

“Speriamo in investimenti per la scuola. In aumenti contrattuali decorosi e che si stabilizzino finalmente i precari storici”. Così all’Adnkronos Rino Di Meglio coordinatore nazionale della Gilda Insegnanti, all’indomani del voto.

“Che si liberino gli insegnanti da un po’ di burocrazia e si facciano riforme cum grano salis e con una idea chiara di dove si debba arrivare”, conclude Di Meglio.

ANP

“Quello che è necessario è che ci sia un forte rinnovamento della scuola perché abbiamo visto in base ai dati sulla dispersione, in base ai dati sull’apprendimento, in base ai dati sulla disoccupazione giovanile, quali sono i problemi essenziali. Serve sicuramente un forte rinnovamento della scuola per rispondere a queste criticità aperte”. Così all’Adnkronos Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi all’indomani del voto.

“Abbiamo troppi giovani che abbandonano la scuola, troppi giovani che conseguono un titolo relativamente privo di contenuti, e questo impoverisce sia il loro futuro che, a livello collettivo, la nazione. – sottolinea Giannelli – Come sappiamo la ricchezza di una nazione, il Pil, dipende anche dal livello medio di istruzione dei cittadini. Se questo livello è più basso si produce meno ricchezza”.

“Queste sono tematiche alle quali è necessario rispondere con massima urgenza – conclude Giannelli – per non parlare poi delle esigenze di riorganizzazione del sistema scolastico a partire dal reclutamento del personale”.

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