Elezioni politiche 2018. Toccafondi: nella scuola abbiamo investito molto

di redazione
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Gabriele Toccafondi, sottosegretario alla pubblica istruzione e candidato del centrosinistra nel collegio della Camera di Firenze, ha parlato del programma elettorale del PD sulla scuola a oltre un centinaio fra presidi e professori riuniti questo pomeriggio al suo comitato elettorale a Firenze.

“Noi nella scuola abbiamo creduto e investito non a parole ma con i fatti, con soldi veri, risorse e idee nuove. Non possiamo e soprattutto non dobbiamo tornare indietro”.

“Se per anni il problema di migliaia di insegnanti precari è stato rinviato – esemplifica Toccafondi – se c’è stato chi ha fatto finta di non vedere e si è girato dall’altra parte, non era colpa del destino cinico e baro, ma di una precisa volontà politica. Infatti fra 2008 e 2013 l’Ocse certifica che all’istruzione italiana siano state tagliate ben il 14% delle risorse. Noi quel disegno l’abbiamo stracciato e abbiamo cambiato totalmente rotta”.

Quanto alla “furia abolizionista che sta ubriacando alcuni partiti”, il sottosegretario si dice preoccupato: “Io i programmi degli altri me li sono letti e studiati, se togliete le paillette, vedrete che dietro c’è solo la voglia di smontare le nostre riforme, di tornare di nuovo a far mancare ossigeno e progetti alla nostra scuola per i nostri figli”.

“Dobbiamo far capire a tutti, anche ad alcuni dei miei alleati, che la scuola serve a formare ragazzi e non è un luogo di lavoro pubblico. Insegnanti si diventa per vocazione non per necessità. Qualità e merito devono essere – afferma Toccafondi – i criteri di selezione di chi va a insegnare ai nostri figli”. Toccafondi si è soffermato inoltre sul ruolo dei dirigenti scolastici (“vanno date responsabilità ma anche autonomia”), sulla sicurezza degli edifici scolastici (“9 miliardi e mezzo di investimenti, dopo che per 40 anni nessuno aveva mosso un dito”), sugli Its (“degli iscritti oltre l’80% trova un lavoro legato alle proprie competenze una volta uscito da scuola”). Infine, il sottosegretario invoca un nuovo patto fra scuola, ragazzi, famiglie e territorio da costruire “all’interno di un sistema educativo universale e nazionale che non discrimini più le varie scuole comprese quelle paritarie”.

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