Elezioni politiche 2018, Liberi e Uguali: abrogheremo Buona scuola, più tempo scuola, più organici e più assunzioni

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Inviato da Caterina Altamore – Al di là delle modalità adottate per la formazione delle liste, che non ho condiviso, considerato il panorama attuale e le possibilità di scelta di voto (il 4 marzo è ormai prossimo), lecito chiedersi che cosa fare.

 E molto, al riguardo, ho già detto. D’altra parte non posso ignorare un percorso in cui ho investito e di cui avverto necessità; la necessità di esserci per non abbandonare l’impegno a favore della scuola e della società intera.
Per questo torno a parlare di scuola e di programma, affidati ora a quei molti candidati di Liberi e Uguali che, grazie alla loro serietà e coerenza, sapranno portare avanti.

Di seguito il programma di “Liberi e Uguali”: esso raccoglie anche quelle istanze che abbiamo proposto negli incontri di Roma, di Milano, di Napoli, e negli altri eventi promossi da MDP.

Punti fondamentali sono l’abrogazione della legge 107/2015 e dei suoi decreti attuativi e dei provvedimenti che limitano il tetto di spesa per l’istruzione e la necessità di investire nel sistema istruzione e nel diritto allo studio, ovvero:

  • abolire il numero chiuso per l’accesso ai corsi di laurea,
  • ridurre le tasse universitarie fino a eliminazione, nel rispetto del dettato costituzionale,
  • e conseguente gratuità dello studio per l’intero percorso educativo (sostegno alle famiglie) promuovere la lotta alla dispersione,
  • favorire la generalizzazione della scuola dell’infanzia, che tocchi il 100% dei piccoli aventi diritto con l’obiettivo di farla entrare a pieno titolo  dell’obbligo scolastico,
  • aumentare e riqualificare il tempo scuola, tempo pieno e tempo prolungato, e delle compresenze, con il conseguente aumento dell’organico necessario per garantirli.

Al tempo stesso, il programma presentato da “Liberi e Uguali” prevede la realizzazione di una scuola inclusiva, il riconoscimento della dignità e del valore della funzione docente (garantendo la continuità educativo-didattica, la formazione continua in servizio, la stabilizzazione del precariato mediante un piano pluriennale di assunzione, la soluzione di quei casi che sono rimasti incastrati nell’algoritmo impazzito) e di quella dei collaboratori scolastici.

Viene poi dato rilievo ai docenti per il sostegno e ai docenti della scuola dell’Infanzia.

Anche gli aspetti culturali della scuola sono oggetto di attenzione, come i saperi, i cambiamenti, i bisogni educativi, le sfide di una società multiculturale.

Inoltre è prevista l’abolizione dell’obbligatorietà dell’alternanza scuola-lavoro, la rivalutazione della Governance della scuola, ripristinando l’idea di una comunità educante (di conseguenza viene detto “No” alla struttura gerarchica e autoritaria imposta dalla legge 107/15, “No” al bonus premiale, “No” alla chiamata diretta).

Caterina Altamore

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