Elezioni, “Doppio canale di reclutamento, ripristino 200 mila posti tagliati, stipendi più alti”: Anief presenta il Manifesto in 13 punti. INTERVISTA a Marcello Pacifico

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Lavorare con i partiti politici in campagna elettorale “per una scuola giusta” in vista delle elezioni politiche del 25 settembre: è questa l’idea di Anief che ha presentato un Manifesto costruito su 13 punti da discutere con i vari protagonisti delle elezioni. “Servono delle riforme per far funzionare meglio la scuola dell’autonomia e valorizzare il personale scolastico” spiega a Orizzonte Scuola Marcello Pacifico, il presidente nazionale del sindacato.

Com’è strutturato il Manifesto Anief?
Abbiamo sottolineato 13 macro argomenti. Nei prossimi giorni elaboriamo un manifesto specifico per il personale ATA, visto che è stato dimenticato totalmente dal governo.
All’interno di ogni punto abbiamo sottolineato delle azioni da svolgere individuando dei provvedimenti da adottare per poter realizzare le soluzioni che proponiamo.

Incontrerete i partiti politici?
Lo scopo non è solo quello di presentare un manifesto, ma di andare a discuterlo con i rappresentanti dei partiti che si candidano alle prossime elezioni. Dal 5 settembre abbiamo deciso di organizzare degli eventi con i rappresentanti dei principali partiti, in modo tale da confrontare le loro idee con le nostre proposte e provare ad ottenere degli impegni da assumersi di fronte agli elettori prima del voto. Non vogliamo più dare assegni in bianco. Per tanti anni abbiamo assistito a promesse in campagna elettorale, promesse poi rivelate nulle. Basti pensare al patto per la scuola firmato a maggio dell’anno scorso con il governo Draghi, un patto che non è stato poi onorato. Ecco perché in campagna elettorale non siamo disposti ad ascoltare le dichiarazioni più disparate.

Quali sono i principali punti del Manifesto?
Il primo punto riguarda il precariato. Va realizzato appieno il doppio canale di reclutamento per assumere i precari e snellire quella farraginosa procedura con 5 selezioni per entrare nei ruoli. Non dimentichiamo poi coloro che i concorsi li stanno facendo, ad esempio lo straordinario, e senza dimenticare gli idonei che ancora sono nelle Gae, o chi ha il diploma magistrale ed è stato cancellato dalle Gae. E ancora, non dimentichiamo gli insegnanti di religione cattolica, che aspettano un doppio canale di reclutamento, gli educatori e gli Itp.
Il tema del precariato è il nodo principale. Il problema della scuola italiana è proprio avere un terzo degli insegnanti precari: su un milione di insegnanti, 300 mila sono precari, uno su due per il sostegno. Il PNRR non ha risolto il problema del precariato. Problema che – ricordo – Anief ha portato in Europa.
Altro punto importante è la revisione degli organici. Nell’ultima legge di bilancio si era cominciato a discutere degli organici aggiuntivi dove ci sono maggiori difficoltà, una goccia in mezzo al mare. Noi vorremmo invece che si rimettesse mano alle legge 133 del 2008 che ha portato a una revisione della spesa e degli organici cancellando 200 mila posti alla scuola dell’autonomia. Abbiamo organici di fatto che non vengono considerati di diritto al fine delle assunzioni in ruolo. Gli organici, sia del personale docente, Ata ed educativo, sono sottodimensionati a causa di una politica di tagli che ha portato a una riduzione di 10 miliardi annui della spesa. Nella prossima legge di bilancio si dovrebbero ripristinare quei 10 miliardi tagliati alla scuola dell’autonomia e aumentare di un punto la spesa di Pil per l’istruzione. E poi risorse aggiuntive per adeguare gli stipendi all’inflazione. Si tratta di una scelta strategica: la scuola deve essere messa al centro con dei fatti e delle proposte concrete.

Uno dei punti riguarda la revisione dell’obbligo scolastico. Perché è importante intervenire?
E’ una misura che nasce dalla volontà di affrontare il tema della dispersione scolastica e la carenza negli apprendimenti dei nostri studenti. Bisogna quindi intervenire fin dai primi anni del percorso scolastico. Bisogna estendere l’obbligo fino all’ultimo anno della scuola secondaria, ed evitare di abbandonare uno studente su tre al sedicesimo anno di età. E’ necessario arginare il fenomeno dei Neet. La scuola deve essere il compagno del progetto di crescita dei ragazzi fino alla maggiore età.
Siamo invece totalmente contrari all’idea di ridurre di un anno la scuola secondaria di secondo grado.
Bisogna dare una risposta ai problemi e portare delle soluzioni. Il problema della dispersione scolastica e quello delle competenze di base vengono affrontati nel tema che riguarda il tempo scuola ma anche organici e risorse. Ultimamente il legislatore è intervenuto sull’orientamento universitario, ma bisognerebbe garantire anche ai meno abbienti il pagamento di metà retta universitaria. Già nei primi anni dello studente il ceto di origine della famiglia lo condiziona, all’università diventa predominante. Va garantito il diritto allo studio non solo con le borse di studio, ma calmierando i prezzi delle rette.

E poi c’è il problema della denatalità: si prospetta ci saranno 100 mila studenti in meno nel prossimo anno scolastico. Come proponete di intervenire su questo?
E’ un problema legato anche alla mobilità: vanno aboliti tutti i vincoli. Si deve permettere alle nostre insegnanti di coniugare vita familiare e lavorativa. Abbiamo sempre meno studenti nelle nostre scuole a causa della denatalità. Andrebbe prevista una quattordicesima per i lavoratori che hanno figli e poi un anno di contributi pagati in più per ogni figlio. Sono piccoli segnali per riportare il tema delle nascite al centro della politica.
Non dimentichiamo infine gli studenti alloglotti. Uno studente su dieci non è di madre lingua italiana. Ignorare questo problema significa bendarsi gli occhi e non parlare della scuola italiana.
Come si vede, nel manifesto si parla sempre degli studenti: risorse, competenze, insegnanti di sostegno, dispersione scolastica, precari. E’ un programma che mette al centro lo studente secondo un progetto ragionato, che noi vogliamo discutere con chi si presenterà alle elezioni.

Il Manifesto

Anief manifesterà  a Roma, in piazza Santi Apostoli,  il 30 agosto.

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