Elezioni, domenica 3 e 4 ottobre si vota in 1162 comuni: stop ai seggi nelle scuole. Gli enti locali al lavoro

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Domenica 3 e lunedì 4 ottobre oltre 12 milioni di cittadini andranno alle urne per eleggere i sindaci in 1.162 Comuni, a cui si aggiungeranno quelli delle regioni a statuto speciale, come il Friuli Venezia Giulia.

Il decreto che ne fissa la data è stato firmato dal ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, e l’eventuale turno di ballottaggio per l’elezione diretta dei sindaci è previsto domenica 17 e lunedì 18 ottobre.

In tutta Italia i Comuni coinvolti saranno 1.162, tra i quali 18 capoluoghi di provincia – ivi comprese le sfide clou tra i candidati alla poltrona di prima cittadino a Torino, Milano, Bologna, Roma e Napoli – e 9 Comuni sciolti per fenomeni di condizionamento e infiltrazione di tipo mafioso, per un totale di 12.015.276 elettori.

Si chiude dunque il calendario per il rinnovo dei vertici amministrativi in autunno, che nelle ultime settimane aveva diviso la maggioranza e con una finestra elettorale ristretta, che andava dal 15 settembre al 15 ottobre, come deliberato dalle Camere.

In molte località le scuole non dovrebbero essere più seggio elettorale.  Entro il 15 luglio i Comuni dovevano individuare sedi alternative agli edifici scolastici da utilizzare come seggi elettorali nelle prossime tornate elettorali. Poi le Prefetture hanno inviato al Viminale l’elenco dei Comuni che avranno individuato sedi extrascolastiche da adibire a seggi elettorali.

L’88% dei 61.562 seggi elettorali d’Italia si trova nelle scuole e in particolare, sono edifici destinati alla didattica il 75% circa dei fabbricati che ospitano uno o più seggi. Nelle consultazioni referendarie e elezioni amministrative del 20-21 settembre 471 Comuni hanno trovato sedi diverse, spostando 1.464 sezioni elettorali: appena il 2% del totale. Fra quei 471 Comuni c’erano anche tre capoluoghi di provincia: Bergamo, Biella e Pordenone.

Vedremo cosa succederà per le prossime elezioni. A sostegno della scelta, fondo ad hoc da 2 milioni di euro istituito con il decreto Sostegni (art 23 bis) per dare un contributo per allestire i seggi in altri edifici

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