Elezioni 3-4 ottobre, tutto quello che c’è da sapere: personale scolastico impegnato nei seggi, scuole non utilizzate. Le info utili

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Domenica 3, dalle 7 alle 23, e lunedì 4 ottobre, dalle 7 alle 15, si svolgeranno le consultazioni elettorali amministrative per l’elezione diretta dei sindaci e dei consigli comunali nonché per l’elezione dei consigli circoscrizionali.

Andranno al voto 1.192 Comuni, di cui 19 capoluoghi di provincia, per un numero di elettori pari a 12.147.040. L’eventuale turno di ballottaggio si terrà il 17 e 18 ottobre.

Sono i dati contenuti nel dossier del Viminale sulle elezioni amministrative.

Le consultazioni elettorali amministrative previste nelle giornate del 3 e 4 ottobre interesseranno appunto 1.192 comuni (1.154 nelle 15 regioni a statuto ordinario e 38 nella regione a statuto speciale del Friuli Venezia Giulia) per un numero di elettori pari a 12.147.040 distribuiti su 14.505 sezioni.

In particolare, andranno al voto 19 capoluoghi di provincia dei quali 6 anche capoluoghi di regione: Bologna, Milano, Napoli, Roma, Torino e Trieste. I restanti 13 capoluoghi di provincia chiamati al rinnovo sono Benevento, Caserta, Cosenza, Grosseto, Isernia, Latina, Novara, Pordenone, Ravenna, Rimini, Salerno, Savona e Varese.

Nelle stesse date si svolgeranno le elezioni regionali in Calabria e le elezioni suppletive della Camera dei deputati rispettivamente nella XII circoscrizione Toscana (collegio uninominale 12 – Siena) e nella circoscrizione XV Lazio 1 (collegio uninominale 11 – Roma – Quartiere Primavalle).

Le operazioni di voto si svolgeranno nel rispetto delle modalità operative e precauzionali di cui al Protocollo sanitario e di sicurezza per lo svolgimento delle consultazioni elettorali dell’anno 2021 adottato dai ministri dell’Interno e della Salute in data 25 agosto 2021.

Elezioni del 3-4 ottobre, personale scolastico impegnato ai seggi

Se un docente svolge funzioni presso i seggi elettorali, la normativa di riferimento è dell’art. 119 del T.U. n. 361/57, modificato dalla Legge n. 53/90, e dell’art. 1 della Legge 29.1.1992, n. 69

Secondo quanto previsto dalla citata norma “In occasione di tutte le consultazioni elettorali disciplinate da leggi della Repubblica o delle regioni, coloro che adempiono funzioni presso gli uffici elettorali, ivi compresi i rappresentanti dei candidati nei collegi uninominali e di lista o di gruppo di candidati nonché, in occasione di referendum, i rappresentanti dei partiti o gruppi politici e dei promotori del referendum, hanno diritto ad assentarsi dal lavoro per tutto il periodo corrispondente alla durata delle relative operazioni. I giorni di assenza dal lavoro compresi nel periodo di cui al comma 1 sono considerati, a tutti gli effetti, giorni di attività lavorativa“.

Parliamo di presidenti, scrutatori, segretari, rappresentanti di lista, vigilanza o altro.

Gli incarichi presso i seggi sono da considerarsi equiparabili, come si legge chiaramente, alla giornata lavorativa. Quindi il lavoratore non potrà ricevere richieste di prestazioni lavorative durante le operazioni legate agli incarichi di seggio.

Inoltre, il lavoratore ha diritto al riposo compensativo nel caso in cui abbia prestato servizio per le operazioni di seggio la domenica o il sabato nel caso di settimana corta. I giorni di risposo dovranno essere richiesti immediatamente dopo le operazioni elettorali, in accordo con il dirigente. In caso di mancato riposo compensativo, i lavoratori potranno chiedere una retribuzione, secondo quanto previsto dalla Legge n. 69/1992.

Cosa succede nei plessi scolastici non utilizzati per le elezioni

Nei plessi non individuati sede di seggio elettorale si dovrà svolgere normale attività didattica e dunque questi edifici dovranno necessariamente rimanere aperti (non si tratta neanche di “sospensione delle lezioni” ma con i servizi di segreteria funzionanti, si tratta di attività didattica a tutti gli effetti).

Docenti e personale ATA assegnati a tali plessi dovranno recarsi a scuola regolarmente e secondo il proprio orario di servizio.

Le lezioni non dovranno essere sospese e docenti e ATA non potranno “rivendicare” il recupero delle ore prestate (per loro è regolare servizio).

Per ciò che riguarda invece il personale che non presta attività lavorativa perché la sede di servizio rimane chiusa in quanto individuata sede di seggio, vale tutto quanto abbiamo esplicitato nella premessa, con l’aggiunta di ciò che è indicato nell’O.M. 185/1995 (art. 3, comma 30): “Gli insegnanti a disposizione per la temporanea chiusura dei locali della sede di servizio a causa di disinfestazione o di consultazione elettorale non sono da considerare in soprannumero e non possono essere pertanto utilizzati negli altri plessi del circolo o nelle sezioni staccate o scuole coordinate”.

A nostro avviso, quindi, un’eventuale disposizione da parte del Dirigente (magari attraverso un ordine di servizio) che preveda la prestazione lavorativa di docenti e ATA, originariamente assegnati ai plessi dove si svolgono le elezioni nel plesso o nei plessi in cui si svolge la normale attività didattica è inesistente e illegittima, a meno che tale possibilità non sia espressamente prevista nella Contrattazione d’Istituto ai sensi dell’art. 6/2 lett. h e m CCNL/2007. (es. tale previsione può contemplare il caso di una “rotazione” del personale ATA da un plesso ad un altro in caso di particolari e temporanee esigenze di servizio).

Si è quindi del parere che il personale non in servizio nella propria sede potrà essere utilizzato nella sede che rimarrà aperta solo se ciò è espressamente previsto nella Contrattazione d’Istituto e di conseguenza tutto il personale può essere a conoscenza di questa possibilità.

Pertanto, auspichiamo che nessun ordine di servizio da parte dei dirigenti risulti “inatteso” o considerato “inopportuno”.

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