Elezioni 2022, quasi il 90% di oltre 61mila seggi sono nelle scuole. Costarelli (ANP): “Situazione inopportuna”

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Attualmente l’88% degli oltre 61mila seggi elettorali del nostro Paese si trova all’interno delle scuole. Mai una tornata elettorale nazionale era andata in scena così presto, al principio dell’autunno.

Così, dopo appena una settimana di lezioni (in alcuni casi anche meno), molti istituti dovranno sospendere la didattica e trasformarsi in seggio. Lo stop avverrà dal pomeriggio di venerdì 23 fino all’intera giornata di lunedì 26. Una situazione che, proprio per questo motivo, trova i dirigenti scolastici sul piede di guerra:

“Da decenni – dice Cristina Costarelli, presidente dell’Associazione Nazionale Presidi del Lazio, intervistata da Skuola.net – facciamo presente che l’utilizzo delle scuole come seggi elettorali è un qualcosa di inadeguato e inopportuno. In particolare in situazioni come quella di quest’anno”.

“La scuola andrebbe tutelata e lasciata il più serena possibile, soprattutto in un anno come questo, in cui lentamente si sta ritornando alla normalità. Inoltre, utilizzare oggi gli istituti per altri fini crea ulteriori disagi, significa per esempio dover poi procedere ad azioni di sanificazione“, prosegue la dirigente.

 “Sicuramente – dice Costarelli – potrebbe essere adottata per le scuole medie e superiori, dove ormai gli alunni hanno imparato a utilizzarla. Ma per i più piccoli ritengo di no, perché nel loro caso attivare la Dad per pochi giorni diventa complicato. Questo passaggio, inoltre, dovrebbe essere acquisito contrattualmente”.

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