Elezioni 2022, gli studenti protestano: “Votino anche i 16enni, la politica ci ascolti e non vada su Tik Tok”

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Il prossimo 25 settembre i 18enni saranno chiamati al voto per la prima volta anche per il rinnovo dei componenti del Senato della Repubblica.

Chi alla data delle elezioni politiche avrà compiuto la maggiore età potrà, dunque, esercitare il diritto di elettorato attivo per il Senato, dopo la modifica apportata all’articolo 58, comma 1, della Costituzione dalla legge costituzionale 18 ottobre 2021, n. 1, che ha soppresso il preesistente limite minimo dei 25 anni di età.

Il dipartimento per gli Affari interni e territoriali (Dait) con la circolare n.87/2022, precisa che, nelle liste elettorali sezionali non dovranno più distinguersi con apposite annotazioni gli aventi diritto al voto per la sola elezione della Camera dei deputati rispetto agli altri elettori, visto che ora il corpo elettorale per il Senato della Repubblica e quello per la Camera dei deputati coincidono.

Tutti gli elettori che si recheranno a votare presso l’ufficio elettorale di sezione dovranno dunque ricevere dal presidente del seggio entrambe le schede di voto per i due rami del Parlamento.

Unione degli Studenti: “La misura non basta”

Il voto ai diciottenni in Senato “è un elemento positivo, ma non basta. Lascia il tempo che trova. Crediamo che vada esteso a 16 anni e che la politica ci ascolti quando scendiamo in piazza e che non pretenda di farlo approdando con monologhi su Tik Tok”. Così all’Adnkronos Bianca Delli Chiesa, coordinatrice nazionale dell’Unione degli Studenti.

“Non ha senso – prosegue – votare a 18 anni in Senato se non si è rappresentati. Noi chiediamo un ascolto serio. Sono mesi che chiediamo una riforma della scuola, ma la politica non si è mai degnata di scendere in piazza ad ascoltarci e seguirci valutando con noi proposte che mettiamo in campo da tantissimo tempo”.

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