Elezioni 2018, per riformare la scuola si deve partire dall’idea che ne hanno gli insegnanti. Lettera

di redazione
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inviato da  Gianni Mereghetti –  Sono un insegnante e ho visto che in un modo o nell’altro di scuola nei vostri programmi o nei vostri interventi avete parlato, tutti concordi nell’abolire o riformare la Buona Scuola, non si capisce però verso quale tipo di scuola.

Mi permetto però esprimere tutta la mia amarezza perché sì di scuola avete parlato però in modo del tutto marginale e con un equivoco di fondo.

Che ne abbiate parlato in modo marginale è evidente, non vi è tanto da discutere, basta guardare i vostri programmi! Ancor più grave è che pochi, pochissimi di voi abbiano capito l’importanza e la centralità dell’educazione. Sappiate che senza educazione non vi è futuro per il nostro popolo e l’educazione è ciò che nasce dentro la libertà e la fa crescere.

Che non sia stato avvertito quanto il nostro popolo abbia oggi bisogno dell’educazione è preoccupante, ma vi è tempo per correggere la direzione e per promuovere e valorizzare la dimensione educativa.

In merito invece all’equivoco di fondo riguarda il modo con cui affrontate la questione scuole, per tutti è questione di regole comportamentali o di nuove forme istituzionali. Qui sta la questione seria, che la scuola non cambia perché se ne definisce meglio la struttura o il suo funzionamento, la scuola cambia se si identificano e si valorizzano le sue energie vitali, i suoi punti di forza. Nessuno di voi l’ha fatto, questo è grave.

Io sono un povero insegnante e non sono in grado di farlo, aspetto che qualcuno di voi lo faccia, se lo farà lo voterò! Mi permetto solo alcuni suggerimenti.

Il primo è che una forza viva della scuola sono gli studenti e le studentesse, la loro curiosità, la loro voglia di imparare a vivere, la loro sete di conoscenza. Sono loro ad arricchire il mondo della scuola, a renderlo dinamico, sono loro che possono essere protagonisti di un reale cambiamento se al posto di essere ingabbiati in sistemi vecchi sono valorizzati nella loro freschezza e originalità.

Il secondo suggerimento che mi permetto di darvi è quello di guardare al mondo degli insegnanti, perché dentro vi sono tante energie vive e tanta creatività. L’errore di tante riforme è stato quello di dare un impianto cui gli insegnanti hanno dovuto adeguarsi, oggi bisogna procedere all’incontrario, bisogna valorizzare gli insegnanti nella certezza che dalla loro dedizione e dal loro impegno educativo nascerà una scuola realmente nuova.

Chi di voi avrà il coraggio di partire non dalla sua idea di scuola ma da chi la scuola la vive? Chi lo farà darà un contributo positivo a tutta la scuola. E a farlo spinge ciò che in questi anni sta succedendo dentro la scuola, la ricchezza di vita che hanno generato studenti e insegnanti che hanno preso sul serio le loro domande. E ve ne sono tanti!

Per cui uomini e donne della politica aprite gli occhi e valorizzate il positivo che vi è dentro la scuola!

Mi aspetto che accada presto.
Grazie dell’attenzione.

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