Elezioni 2018, Potere al Popolo: 20 alunni per classe, più tempo pieno, adeguamento salariale, no dirigente-manager

di redazione
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Riceviamo e pubblichiamo il programma elettorale di Potere al Popolo relativamente all’ambito scolastico ed universitario.

Il testo del comunicato

La scuola, l’università e la ricerca sono state massacrate dalla mannaia neoliberista.

Taglio dei fondi e attacchi alla libertà d’insegnamento e ricerca, precarizzazione del lavoro e blocco dei salari sono la norma da decenni a questa parte.

Noi crediamo che la formazione sia un pilastro della democrazia, e quindi vogliamo una scuola pubblica di qualità, finalizzata all’acquisizione di un sapere critico e non di semplici competenze funzionali alle logiche mercatiste, gratuita fino ai più alti gradi, laica e aperta davvero a tutte e tutti; vogliamo un’Università pubblica, gratuita, con un reale dritto allo studio per chi non ha i mezzi, e vogliamo che la ricerca nel nostro paese sia libera da interessi e pressioni economiche e possa svilupparsi in autonomia, vivendo dei soli finanziamenti pubblici e mettendosi al servizio della collettività. In tal senso assumiamo la LIP Per la Scuola della Costituzione, www.lipscuola.it, come base di partenza per un progetto complessivo che segni una radicale discontinuità con le politiche scolastiche degli ultimi trent’anni, riconoscendo la piena autonomia del soggetto collettivo e plurale che ne ha costituito la genesi e ne caratterizza il percorso.

I punti cardine del programma:

  1. la cancellazione della legge 107/15 e di tutte le altre riforme che hanno immiserito la scuola, l’università e la ricerca e le hanno messe al servizio delle esigenze delle imprese;
  2. la copertura totale del fabbisogno di posti negli asili nido e nella scuola dell’infanzia pubblica;
  3. il rilancio della collegialità e della vita democratica nelle scuole, con l’abolizione della figura del “dirigente-manager”;
  4. l’introduzione di un limite massimo di 20 alunni per classe e la generalizzazione del tempo pieno per il primo ciclo d’istruzione, l’elevamento dell’obbligo scolastico (e non formativo ) a 18 anni;
  5. l’eliminazione dell’alternanza scuola-lavoro;
  6. l’abolizione dei test INVALSI;
  7. la difesa del carattere pubblico dell’istruzione, con l’abolizione di ogni finanziamento alle scuole private;
  8. un serio adeguamento salariale per il personale docente e non docente di ogni ordine e grado, l’assunzione di tutti i precari con 36
    mesi di servizio e la cancellazione del precariato per il futuro;
  9. la gratuità degli studi universitari e postuniversitari pubblici;
  10. l’obbligo della remunerazione dei dottorati e di ogni tipologia di collaborazione con i dipartimenti universitari;
  11. l’abolizione dell’ANVUR;
  12. un aumento consistente della quota di PIL destinata all’istruzione, il potenziamento dei fondi d’Istituto, l’aumento del Fondo di Finanziamento Ordinario per gli Atenei sulla base del numero degli iscritti e non di criteri premiali;
  13. una seria politica pubblica di sostegno alla ricerca, la gratuità dei libri di testo e la certezza del diritto allo studio fino ai più alti gradi, con pari condizioni in tutto il territorio nazionale;
  14. un piano straordinario di edilizia scolastica con particolare riferimento alla sicurezza antisismica.
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