Elezioni 2018. Bonino: basta latino, la scuola prepari al lavoro. Petraglia (LeU): meno cultura per bloccare mobilità sociale

di redazione
ipsef

item-thumbnail

Emma Bonino, esponente di +Europa ha affermato che “la scuola è buona se prepara anche al lavoro, non solo allo sviluppo personale e intellettuale”. Da qui il monito: basta latino.

Arriva la risposta della Sen. di Liberi e Uguali Alessia Petraglia

“Emma Bonino preferisce far lavorare gratis gli studenti, pagando le imprese, al posto dell’insegnamento del latino. Una idea precisa di società: meno cultura, più alternanza scuola-lavoro con un modello che oggi assomiglia all’addestramento al lavoro gratuito. Affermazioni, quelle di Emma Bonino, in perfetta continuità con il progetto di privatizzazione dei saperi perseguita dal PD e dal suo Governo delle larghe intese, tutto nell’ambito dell’idea di un Paese che compete al bisogno di pochi istruiti ed eccellenti. Pochi, non tanti, sicuramente non tutti”.

Lo afferma la Senatrice Alessia Petraglia, esponente di Liberi e Uguali della Commissione Istruzione e Cultura del Senato e candidata nel collegio Senato Firenze, rispondendo alle dichiarazioni della candidata per la coalizione del Pd Bonino che aveva affermato: “Nei Paesi vicini alla piena occupazione come la Germania, cercano più ingegneri e operai specializzati che non dei latinisti“ .

Studiare il latino a scuola serve a fornire gli strumenti culturali per avanzare, migliorare, dare mobilità sociale, non essere un kit “for dummies”. Preparare la base per future specializzazioni. E sicuramente lo studio del latino, oltre ai tradizionali licei, andrebbe esteso a tutti perché – continua Petraglia – è molto importante riscoprire il fascino di avvicinarsi a culture e civiltà scomparse e accoglierle nella nostra attraverso la loro lingua, comprese le loro strutture grammaticali. Sull’alternanza abbiamo già fatto diverse proposte per abrogarne l’obbligatorietà, ma la disoccupazione giovanile non dipende dal fatto che i giovani non conoscano il mondo del lavoro, ma da una politica che non riconosce in loro la risorsa principale del cambiamento. La scuola deve dare – conclude la Senatrice di Liberi e Uguali Alessia Petraglia – strumenti per muoversi nel mondo del lavoro e non per far diventare gli studenti turisti dentro le aziende, queste sì pagate magari dallo Stato con milioni di euro presentati come mancetta elettorale alle imprese, così come è avvenuto nell’applicazione della legge 107/2015″.

Versione stampabile
Argomenti:
anief anief
soloformazione