Elezioni 2018. Alternanza scuola-lavoro, tutti la vogliono migliorare nessuno la vuole abolire

di redazione
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Chiamata diretta, ruolo regionali, mobilità su ambito, valutazione dei docenti sono alcuni degli aspetti della legge 107/2015 che i diversi partiti politici, in vista delle elezioni del 4 marzo, affermano di voler abolire. 

Nessuno, invece, parla di abolire l’Alternanza scuola lavoro (tranne Potere al Popolo) , sebbene non manchino proposte per migliorarla e renderla nuovamente facoltativa.

Sull’Alternanza è intervenuto l’ex responsabile della segreteria tecnica del Miur, Francesco Luccisano, in un articolo (su “Linkiesta“) in cui evidenzia che la Scuola non porta consensi ai partiti politici, come testimonia il fatto che, per conoscere le loro proposte sulla Scuola, “bisogna spulciare i programmi dei vari partiti sui siti per trovarne tracce più concrete.” Ciò, anche per riconoscere un risultato di cui si deve essere orgogliosi, ossia i percorsi di Alternanza.

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L’Alternanza, afferma Luccisano, è un provvedimento  di cui “Dovremmo rallegrarcene tutti“, perché ha introdotto l’idea, poi divenuta realtà, di formazione presso un luogo di lavoro, quindi una nuova metodologia di apprendimento.

La validità del provvedimento, sottolinea l’ex Responsabile della segreteria tecnica del Miur, è testimoniata proprio dall’approccio dei vari partiti che non la mettono in discussione alla “radice”, pur presentando proposte di modifica.

L’Alternanza – conclude Luccisano – è diventata un pezzo dell’offerta formativa della scuola italiana, e in un contesto di disoccupazione giovanile ancora altissima e di disallineamento tra educazione e mondo del lavoro si tratta di un risultato da difendere, qualunque sia il colore del prossimo governo.

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