Elezioni 2013. Rodano, Idv: “Stop ai tagli, finanziamenti extra alle scuola svantaggiate”. “Scelta concorso propagandistica”

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Daniela Sala – L’Italia dei valori si presenterà alle elezioni con la lista Rivoluzione Civile dell’ex pubblico ministero Antonio Ingroia. Il programma di Rivoluzione Civile è in corso di approfondimento. Ma, spiega Giulia Rodano, responsabile scuola dell’Idv, il partito di Antonio Di Pietro ha pubblicato sul proprio sito dieci punti proposte “per la società della conoscenza” che, chiarisce, “fanno parte del patrimonio culturale e politico di Rivoluzione Civile”.

Daniela Sala – L’Italia dei valori si presenterà alle elezioni con la lista Rivoluzione Civile dell’ex pubblico ministero Antonio Ingroia. Il programma di Rivoluzione Civile è in corso di approfondimento. Ma, spiega Giulia Rodano, responsabile scuola dell’Idv, il partito di Antonio Di Pietro ha pubblicato sul proprio sito dieci punti proposte “per la società della conoscenza” che, chiarisce, “fanno parte del patrimonio culturale e politico di Rivoluzione Civile”.

Quali sono le vostre proposte per la scuola?

Proponiamo innanzitutto una ripresa degli investimenti che sono state tagliati dal 2008, tutto il comparto, se si considerano anche i beni culturali ha subito 10 miliardi di tagli. È una precondizione perché la scuola possa tornare ad assumere quella funzione di ascensore sociale che le assegna la Costituzione. Occorre poi rimuovere alcuni disastri della Gelmini e di Profumo come il maestro unico, l’indebolimento delle elementari e del tempo pieno. Occorre poi affrontare precariato attraverso la ripresa degli investimenti e l’aumento dell’offerta formativa e la costituzione dell’organico funzionale.

Da dove recuperare le risorse?

Ad esempio dall’aumento delle accise sui giochi o dalla riduzione delle spese militari. Il problema comunque non è di risorse ma di scelte. A questo proposito la lista Ingroia è l’unica che propone la ridiscussione del fiscal compact.
Il problema insomma è rimuovere quelle misure che sono state dettate soltanto dalla riduzione della spesa, come il maestro unico e l’aumento degli alunni per classe.
E basta vedere come è stata gestita l’iscrizione on line, dettata dalla fretta di far quadrare i conti e che costringerà le segreterie delle scuole in una situazione di confusione.

Passiamo al reclutamento. Come lo modifichereste?

La scelta del concorso è stata sbagliata perché è stata propagandistica e non reale. Non è vero che siano stati premiati i giovani né la qualità. Noi siamo convinti che serva una formazione specifica, per cui di per sé il concorso non seleziona necessariamente i migliori, o chi ha una vera vocazione all’insegnamento. Inoltre questo concorso ha trasformato di nuovo scuola in un posto dove trovare un posto fisso, un’aspirazione legittima ma che non è detto faccia il bene degli studenti.
Bisogna poi tornare a un meccanismo di scuole di formazione che premino il merito e nel frattempo varare un piano straordinario per chi è in graduatoria ad esaurimento.

Un piano quindi che riguarderebbe tutte le persone in Gae?

Sì. quello che bisognerebbe spiegare è che sono persone che già insegnano.
Ci sono una serie di effetti paradossali, a cui dobbiamo porre rimedio, per cui molti genitori si sentono costretti a scegliere la scuola privata, cosa che dobbiamo a tutti i costi impedire

Per quanto riguarda invece la valutazione di scuole e docenti, condividete l’iter avviato da Profumo?

La valutazione è un tema molto complesso. La valutazione è necessaria ma generalizzare gli Invalsi rischia di avere una scuola che prepara gli studenti esclusivamente ai test. In più è un sistema che manca di autovalutazione e che quindi non tiene conto delle differenze di contesto tra i vari istituti.

Quale l’alternativa?

Bisognerebbe tenere conto degli obiettivi su cui si valuta, che non possono essere uguali per tutti.

E per quanto riguarda il legame tra valutazione e finanziamento?

Può esserci un finanziamento ad hoc aggiuntivo che però non intacchi il funzionamenti. La valutazione non deve servire a trovare le eccellenze ma i punti deboli. Noi dobbiamo formare buoni studenti, poi vengono le eccellenze: un sistema non può reggersi sulle eccezioni.
In questo senso casomai il finanziamento aggiuntivo dovrebbe servire ad aiutare le scuole più in difficoltà.

Parliamo dell’orario dei docenti, quale la vostra posizione?

Contrari. Specie nella forma in cui è stato pensato, come un modo per fare cassa, che non migliora l’offerta formativa.

Ultimo capitolo l’autonomia, da dove ripartire?

L’autonomia scolastica non deve essere territoriale ma delle componenti scolastiche. Trasformarla nella scuola della comunità territoriale è un’idea leghista. In un paese come l’Italia significa aumentare le discriminazione. L’autonomia è il contrario: le scuole devono rendersi autonome per avere più facilità nel raggiungere obiettivi comuni.

Speciale elezioni 2013

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