Elezioni 2013. Quali le proposte dei partiti sulla valutazione delle scuole?

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Riportiamo un breve escursus sulle proposte dei partiti sul tema della valutazione delle scuole. Tra chi propone finanziamenti alle scuole migliori, chi alle scuole in difficoltà, chi chiede l’abolizione dell’Invalsi, per chi voterai?

Riportiamo un breve escursus sulle proposte dei partiti sul tema della valutazione delle scuole. Tra chi propone finanziamenti alle scuole migliori, chi alle scuole in difficoltà, chi chiede l’abolizione dell’Invalsi, per chi voterai?

Monti. Valutazione strumento per migliorare la scuola

La valutazione non è lo scopo, ma uno strumento finalizzato a un obiettivo preciso: migliorare ogni singola scuola e centro di formazione professionale. Senza avere un punto di riferimento esterno con cui paragonarsi è impossibile migliorare. Il sistema di valutazione nazionale è un’infrastruttura fondamentale per garantire un sistema educativo di qualità in tutto il Paese e per evitare che l’autonomia si trasformi in autoreferenzialità. È urgente portare a compimento il percorso cominciato 12 anni fa.

  • È essenziale, infatti, che ogni singola istituzione scolastica e formativa sia chiamata ad una rendicontazione pubblica dei propri risultati, secondo un quadro di riferimento comune, un set di indicatori diversificati e dati certificati.
  • L’esito di questo lavoro potrà essere la base per l’avvio della valutazione della dirigenza scolastica, prevista da più di 10 anni dal contratto (e mai attuata), consentirà una maggior trasparenza nei confronti delle famiglie, degli studenti e del territorio, e darà ai decisori politici un quadro con cui valutare l’efficacia dei provvedimenti attuati.

Partito Democratico. Unico istituto nazionale, slegare valutazione da Invalsi e no a premialità

Se vogliamo dare spazio all’autonomia occorre avere un corretto sistema nazionale di valutazione che assicuri a tutti una scuola di qualità e che sappia ricreare un clima di fiducia.
Va istituito un unico istituto nazionale per la valutazione e la ricerca educativa che possa occuparsi della diffusione delle buone pratiche didattiche. Non serve una competizione né tra insegnanti né tra istituti ma una migliore cooperazione, fatto questo dimostrato dai buoni risultati della scuola primaria dove il lavoro in team dei docenti è più incisivo.

Bisogna mettere fine al dualismo tra Indire e Invalsi. Serve appunto un sistema di valutazione unico del sistema scolastico (e non del docente), slegato dall’Invalsi che è ormai diventato un ‘testificio’.

La valutazione non deve, però, trasformarsi in premialità, devastante per la scuola. All’interno dell’autonomia la professionalità degli insegnanti deve essere valorizzata in modo diverso, ad esempio riconoscendo ai docenti che si occupano della ricerca educativa o dell’orientamento degli studenti oltre il normale orario di lezione un incentivo economico. Cosa che questa che può essere fatta solo ripensando il contratto nazionale e nell’ottica di scuole aperte tutto il giorno.

PDL. Invalsi va mantenuto. Il miglioramento nasce dal confronto con gli altri

L’idea è partire da un’autovalutazione degli istituti, seguita da una valutazione esterna. Noi parliamo di una valutazione a tre gambe attraverso un organo esterno alla scuola.
L’Invalsi va mantenuto e vanno sempre di più sostenute le modalità di benchmarking, cioè di miglioramento attraverso il confronto con gli altri.

I finanziamenti non possono essere erogati a pioggia, ma devono servire a incentivare le scuole che hanno la migliore offerta formativa. Bisogna però stabilire criteri di valutazione che tengano conto delle differenze: abbiamo scuole che sono dei presidi sul territorio, ad esempio, o con un alta percentuale di stranieri e non si può pensare che si adeguino agli stessi parametri. Il fine deve essere comunque l’inclusione sociale.

Ingroia. Libertà di insegnamento, no a test Invalsi

La libertà di insegnamento, garantita dalla Costituzione, è sempre più esposta al rischio di interferenze esterne ed ai condizionamenti di valutazioni come i test INVALSI. Essa deve, invece, potersi esplicare pienamente, nell’ambito e nei limiti delle scelte didattiche adottate collegialmente. La scuola pubblica deve rimanere luogo di incontro e di confronto tra le diverse culture. Vogliamo perciò che recuperi fino in fondo la sua ispirazione pluralista, contro ogni ingerenza confessionale e qualsiasi forma di discriminazione.

Italia dei Valori. No a testificio, ma si a finanziamenti aggiuntivi per le scuole in difficoltà

La valutazione è un tema molto complesso. La valutazione è necessaria ma generalizzare gli Invalsi rischia di avere una scuola che prepara gli studenti esclusivamente ai test. In più è un sistema che manca di autovalutazione e che quindi non tiene conto delle differenze di contesto tra i vari istituti. Bisognerebbe tenere conto degli obiettivi su cui si valuta, che non possono essere uguali per tutti.

Può esserci un finanziamento ad hoc aggiuntivo che però non intacchi il funzionamenti. La valutazione non deve servire a trovare le eccellenze ma i punti deboli. Noi dobbiamo formare buoni studenti, poi vengono le eccellenze: un sistema non può reggersi sulle eccezioni. In questo senso casomai il finanziamento aggiuntivo dovrebbe servire ad aiutare le scuole più in difficoltà.

Per chi voterai?

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