Effetto boomerang delle quarantene a scuola, salta il vaccino per molti bambini

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“Mio figlio ha 7 anni e frequenta la seconda elementare, la sua classe è in sorveglianza perché un compagno è risultato positivo. Lui avrebbe la seconda dose di vaccino il 4 febbraio, ma la sorveglianza finisce il 5, come devo comportarmi”?”.

“Mia figlia (5 anni e mezzo, scuola dell’infanzia) da oggi è in quarantena perché la maestra è risultata positiva, avrebbe avuto la seconda dose di vaccino proprio questo pomeriggio, che devo fare?”.

“Ho due figli, una di 8 anni in quarantena per contatto con positivi a scuola e l’altro di 5 che non è in quarantena ma che non posso isolare dalla sorella perché viviamo in una casa piccola. Il bimbo dovrebbe fare il vaccino, ma in questa situazione come devo muovermi? Può farlo o devo spostare l’appuntamento?”.

E poi il dubbio amletico: “Mia figlia è appena uscita da una quarantena scolastica, ha appuntamento per il vaccino tra una settimana. Che faccio, nel frattempo non la mando a scuola? Ho paura che possa venir fuori un altro caso e scatti una nuova quarantena”.

Da quando è ricominciata la scuola, dopo le vacanze di Natale, è questo il tenore delle domande che quotidianamente genitori confusi, spaesati e spaventati rivolgono agli esperti. Si cerca conforto e confronto sui social, al telefono col pediatra, negli studi medici.

Secondo l’ultimo report di ministero della Salute e Istituto superiore di sanità (aggiornato al 26 gennaio) la fascia di età che registra il più alto tasso di incidenza settimanale per 100.000 abitanti è proprio quella tra 0 e 9 anni con un’incidenza pari a 3.110 per 100.000 abitanti.

La campagna vaccinale per i bambini tra 5 e 11 anni è partita lo scorso 16 dicembre e attualmente (dati del 23 gennaio) i piccoli che hanno ricevuto almeno una dose sono il 28,34%, mentre sono solo il 7,37% quelli che hanno già completato il ciclo vaccinale. Restano scoperti circa 2,6 milioni di bambini. Le istituzioni spingono su un’accelerazione della campagna ma di fatto le famiglie vivono un’impasse: vaccini prenotati e impossibilità di farli a causa di continue quarantene.

Una situazione che potrebbe cambiare con le nuove indicazioni appena approvate. Alla materna l’isolamento- prima delle nuove regole in vigore da oggi- scattava con un solo caso, alle elementari ne servivano due, con uno c’era la sorveglianza T0-T5. Di fatto il risultato non cambiava: se il bambino era in una di queste due situazioni non può vaccinarsi.

Ed ecco allora che dopo aver lungamente meditato sulla decisione da prendere c’è anche chi decide di rinunciare. “Avevo prenotato il vaccino per mio figlio di 6 anni e mezzo, ora la classe è andata in quarantena e devo spostare la prenotazione, ma a questo punto ho deciso di aspettare ulteriormente, ho paura che una volta fatta la prima dose poi magari scatti una nuova quarantena e non riesca a fare la seconda”, racconta Agnese, una giovane mamma, alla Dire.

C’è da ricordare che per il vaccino Pfizer (l’unico approvato per i bambini 5-11), la seconda dose viene somministrata a distanza di almeno 21 giorni dalla prima, ma è possibile prolungarla non oltre 42 giorni. Anche nel caso in cui il vaccino debba essere spostato dunque un tempo di tolleranza c’è.

Tra incertezze, regole stringenti e dubbi, i genitori dei piccoli, molti dei già partivano con delle perplessità nei confronti del vaccino, decidono di fare un passo indietro. Potrebbe aiutare a sbloccare l’ingorgo delle vaccinazioni la revisione delle regole su contagi e quarantene.

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