Educazione sessuale, il M5S: “Va insegnata a scuola. Se una bambina non vuole essere abbracciata da un suo compagno dobbiamo spiegare che è un suo diritto”

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L’educazione sessuale nelle scuole italiane è tornata al centro del dibattito pubblico grazie a una recente proposta di legge presentata da Elena Ascari, capogruppo del Movimento 5 Stelle.

La proposta mira a combattere la cultura patriarcale e a fornire ai giovani strumenti adeguati per navigare nelle relazioni interpersonali in modo sano e rispettoso.

In un’intervista a Il Fatto Quotidiano, Ascari evidenzia una problematica radicata: l’educazione sessuale, spesso considerata un tabù nelle case italiane, rischia di lasciare gli studenti in balia di fonti inaffidabili, come i siti porno. L’esigenza di un’educazione sessuale formale emerge chiaramente dalle parole degli studenti stessi, che chiedono misure concrete a partire dalla prima elementare.

La legge proposta da Ascari mette in luce l’importanza di insegnare il rispetto e il consenso fin dalla tenera età. Un esempio emblematico è quello di una bambina che non desidera essere abbracciata da un compagno di classe: è fondamentale spiegare che ha il diritto di non essere abbracciata.

La proposta ha scatenato reazioni contrastanti. Da un lato, vi è un sostegno palpabile per l’innovazione nell’educazione sessuale, dall’altro, critiche feroci emergono da alcune fazioni politiche, come evidenziato dal leghista Rossano Sasso, che ha bollato l’iniziativa come una “nefandezza”.

L’educazione sessuale formale nelle scuole può giocare un ruolo cruciale nell’abbattere i tabù e promuovere una cultura del rispetto e del consenso tra le giovani generazioni.

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