Educazione sentimentale a scuola, Mastrocola: “Divisi in fazioni dimentichiamo la tragedia dei femminicidi. Smettere di denigrare il punto di vista avverso”

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In un articolo su La Stampa, Paola Mastrocola, docente e scrittrice, ha espresso profonde riflessioni sulla percezione pubblica e le reazioni emotive alle tragedie, in particolare alla vicenda di Giulia Cecchettin.

Mastrocola osserva come l’enorme impatto emotivo di eventi tragici come quello di Giulia Cecchettin e Vanessa Ballan tenda a sfumare rapidamente nei media, sostituito da nuove immagini e notizie. Tale transitorietà, secondo Mastrocola, è una caratteristica dell’epoca dei clamori mediatici.

Mastrocola pone un’importante domanda: quanto a lungo l’opinione pubblica manterrà la memoria di tali eventi? La scrittrice sottolinea la differenza tra l’orrore momentaneo e il “terrore tragico” che dovrebbe inchiodare la mente di fronte alla sofferenza umana continua e grave, come la violenza sulle donne.

Un altro punto cruciale sollevato da Mastrocola riguarda l’educazione nelle scuole. Si dibatte sull’introduzione di un’ora di educazione (sentimentale, sessuale, relazionale) nelle scuole, una questione che ha diviso l’opinione pubblica. La scrittrice nota una netta divisione ideologica: da una parte, coloro che sono a favore dell’educazione, prevalentemente di sinistra; dall’altra, chi è scettico o teme l’indottrinamento, spesso etichettati come di destra o neutri.

Mastrocola si riferisce al libro “Morte della tragedia” di George Steiner per spiegare questa divisione. Steiner traccia la storia del genere tragico, dall’antica Grecia fino al Novecento, e osserva come il razionalismo scientifico e l’ideale dell’illuminismo abbiano soppiantato la visione tragica della vita. Tale transizione si riflette nelle moderne divisioni ideologiche sull’educazione, dove da un lato c’è una visione ottimistica, rousseauiana-marxista, che crede nel miglioramento tramite l’educazione, e dall’altro un riconoscimento delle limitazioni umane e della complessità del destino.

Mastrocola invita a una maggiore accettazione degli altrui punti di vista, sottolineando l’importanza del dialogo e della collaborazione nella società moderna, specialmente nel contesto della lotta contro la violenza sulle donne. La scrittrice sottolinea come sia essenziale non troncare l’esercizio del dialogo, riconoscendo e rispettando le diverse prospettive in gioco.

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