Da settembre 2022 in alcune classi della primaria educazione motoria con insegnanti specialisti. Difficoltà di orario per le classi senza tempo pieno

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Da settembre 2022 nelle classi quinte della scuola primaria verrà introdotto l’insegnamento di educazione motoria affidato a docenti specialisti.. Si tratta dei docenti delle GPS delle classi di concorso A048 e A049, che hanno scelto tale insegnamento nella domanda prodotta entro il 16 agosto ore 14. La norma è in attuazione dell’art. 1, cc. 329 e ss., della legge 30 dicembre 2021, n. 234. In attesa del concorso, che dovrà dare stabilizzazione ai docenti.

Supplenze ed. motoria nella scuola primaria

Saranno circa 25mila le classi coinvolte di cui oltre 15mila a tempo normale, le rimanenti a tempo pieno, per un totale stimato di 2.200 docenti.

Qualora il docente delle classi di concorso A048 e A049 abbia scelto il codice EEMM nella domanda di attribuzione supplenze presentata entro il 16 agosto ore 14 la sua cattedra sarà formata necessariamente da spezzoni uniti. Gli uffici scolastici pubblicano le relative disponibilità.

L’insegnante di educazione motoria impegnato nella scuola primaria è equiparato, quanto allo stato giuridico ed economico, agli insegnanti del medesimo grado di istruzione.

Le problematiche

Tante le problematiche che accompagnano questa novità, messe in rilievo dall’ANP

Inizia così una nota dell’Associazione Nazionale Presidi in merito all’introduzione dell’educazione motoria alla quinta classe della primaria.

Si ricorda, infatti, come da ultimo specificato dal Decreto interministeriale n. 90 dell’11 aprile 2022, che tale insegnamento è introdotto “in ragione di non più di due ore settimanali di insegnamento aggiuntive, per le classi che non adottano il modello del tempo pieno nelle quali sia introdotto l’insegnamento, rispetto all’orario di cui all’articolo 4 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 89. Le classi che adottano il tempo pieno mantengono l’orario in essere anche quando interessate dal nuovo insegnamento, quantificato in ragione di non più di due ore settimanali” (art. 1, c. 1).

“Ebbene, nelle classi che non adottano il modello del tempo pieno l’innalzamento tout court da 27 a 29 ore determina serie difficoltà organizzative. Stando alla lettera della norma, infatti, si impone una rimodulazione oraria del servizio che comporta, a sua volta, una serie di interventi sui quali il dirigente scolastico, per quanto possa investire energie e proporre soluzioni, non ha diretta responsabilità. Si pensi, ad esempio, alla necessaria connessione con i servizi erogati dal Comune quali il trasporto, la mensa, l’assistenza educativa alunni con disabilità. Occorre chiarire una volta per tutte come intendere le “non più di due ore aggiuntive” nelle classi con modello di tempo normale, posto che in alcuni casi (nel Lazio, ad esempio) lo spezzone di educazione motoria ha assorbito parte delle ore di posto comune. Soprattutto nelle situazioni – molto frequenti – in cui i servizi di competenza dell’ente locale potrebbero non essere garantiti”.

“Il legislatore ha introdotto una riforma di valore, come si è detto, ma essa perde vigore e, soprattutto, sostanza se non accompagnata dalla predisposizione degli strumenti per darle concreta attuazione. Il Ministero non si è mai espresso sul punto fornendo quelle necessarie indicazioni che potrebbero supportare i dirigenti nella soluzione di problematiche che investono l’organizzazione delle scuole e delle famiglie, coinvolte in modifiche orarie introdotte in forza di una riforma. L’anno scolastico 2022/2023 è alle porte: che il Ministero batta finalmente un colpo”, conclude la nota.

A questo punto spetterà al Ministero fornire le risposte adeguate per assicurare un insegnamento di qualità.

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