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Educazione Inclusiva nelle scuole primarie: ruolo della scuola e impegni dei genitori. Scarica un format di verifica

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L’inclusione, come più volte abbiamo detto, può definirsi come il processo attraverso il quale è possibile affrontare e rispondere alla diversità dei bisogni degli studenti. Un processo-percorso che implica la rimozione delle barriere (di ciascuna di esse) in modo che ogni discente sia in grado di ottenere il massimo beneficio dalla propria istruzione, dal modello educativo e formativo proposto dalla scuola e declinato nel PTOF. In questi ultimi decenni ci sono stati progressi molto significativi compiuti dalle scuole nello sviluppo di pratiche inclusive e nell’offerta scolastica. Ragione per cui la stragrande maggioranza degli alunni con bisogni educativi speciali ora frequenta le scuole senza difficoltà e con un grande entusiasmo, in primis delle famiglie e degli alunni, poi di tutta la comunità.

Caratteristiche delle scuole con una forte cultura inclusiva

Le scuole con una forte cultura inclusiva sono caratterizzate da:

  • Un’etica positiva e un ambiente di apprendimento in cui tutti gli alunni, compresi quelli con bisogni educativi speciali, si sentono accolti e sperimentano un senso di comunità e appartenenza
  • Un’enfasi sulla promozione della partecipazione e dell’impegno attivo degli alunni nel loro apprendimento e nella vita della scuola;
  • Un impegno per lo sviluppo delle capacità di vita scolastica, sociali, emotive e indipendenti degli alunni con disabilità;
  • Un focus sulle aspirazioni elevate e sul miglioramento dei risultati per tutti gli alunni.

Pianificazione dell’intera scuola

Nell’attuare questo modello inclusivo, per rispondere ai bisogni degli alunni con bisogni educativi speciali, le scuole dovrebbero adottare un approccio scolastico finalizzato alla corretta pianificazione dei programmi di intervento e all’attuazione degli stessi. Per raggiungere questo obiettivo, le scuole dovrebbero, convenientemente, adattare le loro attuali politiche scolastiche sui bisogni educativi speciali per guidare il nuovo approccio finalizzato anche, pur con la limitatezza dele risorse umane e finanziarie, all’allocazione delle risorse in questo nuovo processo di pianificazione dell’inclusione scolastica (a più livelli e con più meccanismi). Un approccio siffatto dovrebbe prevedere un’azione collaborativa da parte della comunità scolastica (in consultazione e collaborazione con i genitori e gli stessi alunni) per migliorare l’apprendimento, il comportamento e il benessere degli alunni. Comprende un processo di riflessione, pianificazione e revisione delle politiche e delle pratiche e include una valutazione di come gli alunni con bisogni educativi speciali vengono identificati dalla scuola, gli interventi messi in atto per soddisfare le loro esigenze e il modo in cui i risultati di tali interventi vengono misurati e monitorati.

Il continuum dei bisogni

Un approccio a tutta la scuola all’inclusione dovrebbe affrontare l’intero continuum di bisogni, che vanno da quelli più lievi e transitori alle difficoltà gravi e durature (ad esempio difficoltà significative di apprendimento, sensoriali, fisiche, comunicative, sociali, emotive e comportamentali). Le scuole dovrebbero impegnarsi nel processo di autovalutazione.

Ruolo del dirigente scolastico

Nel modello inclusivo, il ruolo di leadership del dirigente scolastico è centrale e comprende nello specifico quello di:

  • Garantire che siano stabilite procedure per l’intera scuola per facilitare il coinvolgimento effettivo di genitori, alunni e professionisti/agenzie esterne
  • Garantire che siano implementati sistemi efficaci per identificare i bisogni degli alunni e che i progressi siano monitorati metodicamente
  • Assegnare il personale in modo strategico
  • Coordinare il lavoro degli insegnanti per garantire la continuità dell’offerta per tutti gli alunni
  • Sviluppare politiche inclusive per l’intera scuola e monitorarne l’attuazione
  • Facilitare lo sviluppo professionale continuo di tutti gli insegnanti, non solo quelli con titolo specifico o utilizzati su sostegno, in relazione proprio agli alunni con bisogni educativi speciali e per garantire che tutto il personale scolastico (insegnanti di classe, insegnanti di sostegni e assistenti) abbia chiaro il proprio ruolo e la propria specifica e ben definita responsabilità in questo percorso formativo-educativo.

L’istituto della delega

A seconda delle dimensioni e del contesto della scuola, alcune di queste azioni saranno delegate, anche se il dirigente scolastico mantenendo la responsabilità generale dell’offerta formativa della scuola per gli alunni con bisogni educativi speciali.

Impegno dei genitori a livello primario: un’appendice per verificare

Un buon coinvolgimento dei genitori è un fattore importante per migliorare i risultati (sociali, educativi, formativi) nelle loro scelte inclusive per gli alunni con bisogni educativi speciali. Questo è necessario per assicurare buone pratiche e iniziative che si utilizzano per promuovere il coinvolgimento dei genitori di alunni con BES. Il coinvolgimento dei genitori aumenta, infatti, quando essi vengono consultati in relazione ai bisogni e ai punti di forza dei loro figli, in relazione ai supporti e alle strategie sviluppate a sostenere dei loro figli e quando sono coinvolti in regolari revisioni dei progressi formativi, educativi e didattici. Le scuole dovrebbero consultarsi, maggiormente, con i genitori quando sviluppano e riesaminano le politiche relative all’educazione dei bambini con bisogni educativi speciali. Questo aiuta a garantire che i genitori comprendano meglio quali sono gli approcci della scuola al fenomeno. Ciò permette, infatti, di supportare meglio i propri figli in questo percorso di vita attraverso la scuola, le sue risorse umane, i suoi ambienti didattico-educativi. L’appendice allegato riporta alcune domande chiave che le scuole possono utilizzare quando discutono, progettano, verificano e riesaminano le loro pratiche inclusive.

Format di verifica – Inclusione di studenti

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