Educazione di genere, proposta di legge in Commissione Cultura: formazione docenti e libri di testo dedicati

di Nino Sabella
ipsef

Nella giornata di ieri, 05/06/2016, la VII Commissione Cultura della Camera ha proseguito l'esame della proposta di legge relativa all'Introduzione dell’educazione di genere nelle attività didattiche delle scuole del sistema nazionale di istruzione

Nella giornata di ieri, 05/06/2016, la VII Commissione Cultura della Camera ha proseguito l'esame della proposta di legge relativa all'Introduzione dell’educazione di genere nelle attività didattiche delle scuole del sistema nazionale di istruzione

Sono intervenuti, nel corso della discussione, l'on. Silvia Chimienti del M5S, l'on. Valeria Valente del PD  e l'on. Celeste Costantino di Si-Sel.

L'on. Chimienti ha evidenziato che l'educazione di genere non intende combattere solo la violenza  contro le donne, ma anche altre forme di violenza come ad esempio  il bullismo omotran-sfobico discriminante e diffamatorio, che domina nelle scuola, portando talvolta al suicidio.  La detta proposta di legge non prevede ore curriculari dedicate all'educazione di genere, ma dei percorsi didattici interdisciplinari nelle scuole secondarie di primo grado e nel biennio delle scuole secondarie di secondo grado; prevede, inoltre, un'apposita formazione per i docenti e la costituzione di una commissione tecnica e di una consulta per la lotta alle discriminazioni.

Considerato che, relativamente alla violenza di genere, sia necessaria la prevenzione piuttosto che l'inasprimento delle pene, la Chimienti ribadisce che la scuola deve essere il luogo principale in cui combattere tale tipo di violenza.

L'on. Valente sottolinea che la proposta di legge in esame ha il merito di prevedere una specifica formazione per i docenti e l'adozione di libri di testo dedicati all'educazione di genere.

L'on. Costantino ha, invece, centrato l'intervento sulla sua proposta di legge,  che al contrario di quella sopra descritta prevede un'ora settimanale curricolare dedicata all'educazione sentimentale nelle scuole del primo e del secondo ciclo, al fine di dare agli studenti la "possibilità di entrare nel merito delle relazioni". Anche tale proposta di legge prevede l'adozione di libri di testo contenenti stereotipi di genere.

Dopo l'intervento dell'appena citata Onorevole, l'esame della suddetta proposta di legge è stata rinviata ad altra seduta. 

La lotta alla discriminazione di genere, prevista dalla legge n. 107/2015, sembra ormai prossima a far parte della progettualità delle nostre istituzioni scolastiche, nonostante i tanti dubbi, interrogativi e preoccupazioni suscitate tra i genitori degli studenti che, come abbiamo riferito nei giorni scorsi, chiedono che il Governo faccia chiarezza in merito. Tale richiesta è pervenuta, in particolare, dal Comitato Difendiamo i Nostri Figli, che ha ribadito che "genere significa sesso, quindi due generi e due sessi".

La paura del Comitato è che, tramite l'educazione di genere, si voglia veicolare l'idea di una libera scelta dell'identità di genere.

Auspichiamo che succitati dubbi vengano chiariti con le Linee Guida per la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni, che il Miur avrebbe dovuto pubblicare alla fine del mese di giugno. 
 

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