“Educazione Civica venga affidata in via esclusiva agli abilitati in discipline giuridiche ed economiche. Così si eviterebbe l’esubero”

Inarrestabile corsa contro il tempo per non perdere, ancora una volta, per l’ennesimo anno scolastico consecutivo, il tanto atteso avvio dell’educazione civica nelle scuole italiane e per evitare l’ennesima ingiustizia contro i docenti di diritto ed economia che, per una sorta di insensata ordinanza ministeriale, vengono inseriti in quella lista, ristrettissima, di classi di concorso in esubero, che li esclude dai trasferimenti.

Ma in esubero da che, se esiste una legge inapplicata dello Stato che avrebbe dovuto introdurre, seriamente, non a parole, l’educazione civica nelle scuole di ogni ordine e grado dell’istruzione pubblica, e di fatto, per una serie infinita di coincidenza, continua a preferire alunni con meno conoscenze giuridiche e, di conseguenza, futuri cittadini sempre meno consapevoli dei loro diritti, del loro ruolo nello Stato e nella società, e nel mondo.

Il diritto in tutte le scuole secondarie

E, in tutto questo, l’assenza di una riforma seria e ormai improcrastinabile delle scuole secondarie superiori deprivate da fin troppo tempo dell’insegnamento del diritto, eterna cenerentola della istruzione italiana. La scuola secondaria superiore, tutta e non solo una parte, dovrebbe prevedere l’insegnamento del diritto. Ne va del futuro democratico del nostro Paese. E che sia così è evidente a tutti. Leggere Facebook è la misura dell’analfabetismo giuridico di una parte, per fortuna non di tutta, delle nuove generazioni che tendono a considerare attendibile ogni inconsistente valutazione giuridica di eventi e fatti.

Per queste e per altre numerose considerazioni, nella speranza che l’incontro di domani, sia tanto più realisticamente capace di dare, oltre alle altre molteplicità di temi sul tavolo, anche risposte ai docenti di “Discipline giuridiche ed economiche”, l’unico baluardo rimasto per impedire l’imbarbarimento della nostra società.

Le proposte dei docenti della classe di concorso A046 (discipline giuridiche ed economiche)

Alcuni docenti, primi firmatari i professori Gaetano G. Centorbi e Alessandra Tricani, sommandosi questi nuovi suggerimenti ai tante altri già formulati, hanno inoltrato una missiva al ministro dell’istruzione on.le prof.ssa Lucia Azzolina, avente come oggetto “insegnamento dell’educazione civica, proposta di modifica dell’art. 2 L. 92/19”, e con allegata una proposta di modifica della normativa vigente. Una richiesta dal basso che, come le altre che provengono da chi, nel quotidiano, si sacrifica andrebbero giustamente tenute in considerazione.

Scrivono i professori Centorbi e Tricani “Le scriviamo in rappresentanza di una nutrita schiera di docenti siciliani, di ruolo nella classe di concorso A046 (discipline giuridiche ed economiche), per chiederLe quanto in appresso. Com’è noto l’art. 2 della Legge 92/19, ha introdotto l’insegnamento trasversale dell’Educazione Civica come materia obbligatoria, affidandola agli A046, ma: “…solo ove disponibili nell’ambito dell’organico dell’autonomia”, si cfr. il comma 4 dell’articolo. Orbene, la suddetta norma, così come concepita, non soddisfa le esigenze di educazione alla legalità che, invero, rappresenta dovere della scuola nei confronti dei discenti. È, altresì, ingiusta nei confronti di noi docenti perché non sopperisce alla carenza di cattedre di diritto, ed è pure errata siccome comporterà, malgrado la sbandierata invarianza finanziaria, un aumento di costi per la P.A.. È ingiusta perché non prevede, in modo netto e chiaro, che l’Educazione Civica venga affidata in via esclusiva agli A046, unici abilitati ad insegnarla. È altresì ingiusta perché non consente espressamente ai Presidi di aumentare l’organico di A046, e non contempla una precedenza specifica degli A046 nelle prossime operazioni di mobilità territoriale, di modo da consentirne l’utilizzo in quota autonomia. È errata perché tale nebulosità arrecherà, da un lato, un danno agli alunni in termini di carenza di qualità nell’insegnamento, e, dall’altro, un danno allo Stato per i necessari corsi di formazione che dovranno essere attivati e rivolti a favore dei docenti non abilitati. Quanto appena detto, nei tempi che stiamo vivendo di crisi di coscienza civica ed economica, rappresenta un insopportabile paradosso. Inoltre, l’insegnamento trasversale non fa intravedere nessuna novità rispetto all’attuale situazione fallimentare in cui versa Cittadinanza e Costituzione, quanto agli esiti dell’apprendimento. Mentre gli alunni, in tale disciplina, hanno il diritto ad avere un’istruzione con validi fondamenti giuridici da parte di un corpo docenti professionalmente preparato (si veda il caso degli esami di Stato). Invero, se il tutto rimane così com’è, non farebbe che confermare un approccio lontano dalla auspicata professionalità che dovrebbe connotare una scuola moderna. Per tali motivi e per gli altri indicati, Le chiediamo di proporre la modifica del suddetto art. 2 della L. 92/19 nei termini di cui all’allegata proposta”.

La proposta di modifica dell’articolo 2 della Legge 92/2019

Si legge, nella ben articolata proposta di modica “al fine di garantire, fin da subito, un elevato standard qualitativo nell’insegnamento dell’Educazione Civica. Al fine di elevare tale materia al rango di scienza giuridica con il compito di mantenere in vita e contestualizzare la nostra Costituzione, in special modo nelle scuole secondarie di II grado. Al fine di evitare la dispendiosa attivazione dei corsi di formazione rivolti ai docenti individuati come insegnanti “trasversali” di Educazione Civica; i quali ultimi, proprio perché privi di una adeguata preparazione professionale e non abilitati all’insegnamento della materia A046, devono essere adeguatamente formati con spropositati costi a carico della P.A.”.

Dare valore all’alfabetizzazione giuridica degli alunni

Ma i docenti affondano il dito nella piaga. Nella peggiore delle piaghe della nostra Repubblica, quella degli eroi che muoiono uccisi perché ci sono cittadini incapaci di lottare per i propri diritti che non conoscono, per una civiltà giuridica assai lontana dalle aule che frequentano e dove si formano.

E scrivono “al fine di dare il giusto valore alla alfabetizzazione giuridica degli alunni occorre utilizzare figure già professionalmente formate, quali sono i docenti abilitati in scienze giuridiche ed economiche. Docenti che ad oggi, malgrado il lungo corso di studi, il superamento dei concorsi e, sovente, l’abilitazione alla professione forense, spesso sono utilizzati, obtorto collo, solo nell’attività di potenziamento (rimedio estemporaneo alla c.d.: “supplentite cronica”)”.

Il diritto, nella civiltà giuridica per eccellenza, deve essere insegnato da chi lo conosce

“Per i superiori motivi – scrivono i due professori Gaetano G. Centorbi e Alessandra Tricani – si propone di affidare, in via esclusiva – e non trasversale – l’insegnamento dell’Educazione Civica alla classe di concorso A046 ed all’uopo chiedesi di apportare all’art. 2 delle L. 92/19 nei termini di seguito esposti: “Art. 2. Istituzione dell’insegnamento dell’educazione civica 1. Ai fini di cui all’articolo 1, a decorrere dal 1° settembre del primo anno scolastico successivo all’entrata in vigore della presente legge, nel primo e nel secondo ciclo di istruzione è istituito l’insegnamento dell’educazione civica, che sviluppa la conoscenza e la comprensione delle strutture e dei profili giuridici ed economici, civici ed ambientali nonché sociali della società. Iniziative di sensibilizzazione alla cittadinanza responsabile sono avviate dalla scuola dell’infanzia. 2. Le istituzioni del sistema educativo di istruzione e formazione promuovono l’insegnamento di cui al comma 1. A tal fine, all’articolo 18, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, le parole: «di competenze linguistiche» sono sostituite dalle seguenti: «di competenze afferenti le norme civiche, competenze linguistiche». 3. Le istituzioni scolastiche prevedono nel curricolo di istituto l’insegnamento dell’educazione civica, specificandone anche, per ciascun anno di corso, l’orario, che non può essere inferiore a 33 ore annue, da svolgersi nell’ambito del monte orario obbligatorio previsto dagli ordinamenti vigenti. Per raggiungere il predetto orario gli istituti scolastici possono avvalersi della quota di autonomia utile per modificare il curricolo. 4. Solo nelle scuole del primo ciclo, l’insegnamento dell’educazione civica potrà essere trasversale ed è affidato, in contitolarità, a docenti sulla base del curricolo di cui al comma 3. Le istituzioni scolastiche utilizzano le risorse dell’organico dell’autonomia. Nelle scuole Commento [U1]: Eliminata il termine: “trasversale” Commento [U2]: Termini posposti Commento [U3]: Introdotto il termine: “norme” Commento [U4]: Eliminata il termine: “trasversale” Commento [U5]: Introdotta la trasversalità nel primo ciclo come eccezione del secondo ciclo, l’insegnamento è affidato in via esclusiva ai docenti abilitati all’insegnamento delle discipline giuridiche ed economiche. 5. Per ciascuna classe è individuato, tra i docenti a cui è affidato l’insegnamento dell’educazione civica, un docente con compiti di coordinamento. 6. L’insegnamento dell’educazione civica è oggetto delle valutazioni periodiche e finali previste dal decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62, e dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009, n. 122. Il docente coordinatore di cui al comma 5 formula la proposta di voto espresso in decimi, acquisendo elementi conoscitivi dai docenti a cui è affidato l’insegnamento dell’educazione civica. 7. Il dirigente scolastico verifica la piena attuazione e la coerenza con il Piano triennale dell’offerta formativa. 8. Dall’attuazione del presente articolo, fatta eccezione per l’integrazione dell’organico in quota autonomia con l’utilizzo di docenti già di ruolo in altra sede e che, a tal fine, hanno precedenza assoluta nelle operazioni di mobilità territoriale, non devono derivare incrementi o modifiche dell’organico nazionale del personale scolastico, né ore d’insegnamento eccedenti rispetto all’orario obbligatorio previsto dagli ordinamenti vigenti. Per lo svolgimento dei compiti di coordinamento di cui al comma 5 non sono dovuti compensi, indennità, rimborsi di spese o altri emolumenti comunque denominati, salvo che la contrattazione d’istituto stabilisca diversamente con oneri a carico del fondo per il miglioramento dell’offerta formativa. 9. A decorrere dal 1° settembre del primo anno scolastico successivo all’entrata in vigore della presente legge, sono abrogati l’articolo 1 del decreto-legge 1° settembre 2008, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169, nonché il comma 4 dell’articolo 2 e il comma 10 dell’articolo 17 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62. 9-bis. L’intervento previsto dal presente articolo non determina un incremento della dotazione organica complessiva e non determina l’adeguamento dell’organico dell’autonomia alle situazioni di fatto oltre i limiti del contingente previsto dall’articolo 1, comma 69, della legge 13 luglio 2015, n. 107. (2) (2) Comma aggiunto dall’ art. 7, comma 1, D.L. 29 ottobre 2019, n. 126, convertito, con modificazioni, dalla L. 20 dicembre 2019, n. 159.”

Il futuro dell’Italia

L’Italia ha un solo futuro: crescere nella legalità da perseguire ad ogni costo. Ma per farlo è necessario che si investa in “diritto”. E per farlo lo si deve insegnare. Non una enunciazione vuota di parole ma fatti. E cominciamoli questi fatti. Intanto eliminando questo inutile riferimento alle classi in esubero, proponendo la possibilità di mobilità in tutte le scuole dove si debba insegnare l’Educazione civica e pensando, anche successivamente, e inserire il diritto in tutti i piani di studio delle scuole secondarie superiori italiane. Questo è un progetto ambizioso di cui l’Italia ha bisogno, più dell’informatica, dell’imprenditorialità e dell’inglese. L’uomo è uomo sono se è capace di essere prima di tutto cittadino.

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