Educazione civica, va insegnata dai docenti di diritto. Lettera

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Inviato da Giovanna Musone – Il Ministro Bussetti dice “La scuola può fare tanto per combattere la violenza”. Ha proprio ragione! Ma sarebbe tutto vano se questa nuova disciplina “Cittadinanza e Costituzione” (ovvero Diritto) non avesse contenuti specifici e se si affidasse l’istruzione alla legalità a chi non ha acquisito abilità ed esperienza nell’insegnamento del diritto.

Perché ai ragazzi resti un messaggio è importante che esso passi attraverso il canale dell’istruzione. La cultura si alimenta anche con lo studio e un insegnamento che pretende serietà.

Da tempo sosteniamo che i casi di violenza di genere, verso donne e minori vittime di violenza, stalking, bullismo e cyberbullismo, aree di illegalità drammaticamente diffuse specie tra gli adolescenti, nelle quali il vuoto o l’incertezza normativa da un lato e la non conoscenza del concetto di “reato”da parte di chi ne commette, sono terreno fertile per la progressiva esponenziale crescita di queste già diffuse forme di violenza. Abbiamo esposto questo mio pensiero alla Commissione Cultura della Camera dei Deputati in occasione della discussione del progetto di legge sull’Introduzione dell’educazione di genere nelle attività didattiche delle scuole del sistema nazionale di istruzione”.

Pertanto, non ci stancheremo mai di ricordare a tutti che…
Il fenomeno della delinquenza minorile ha assunto i connotati di una vera e propria emergenza sociale, ne sono palese riprova i sempre più frequenti casi di violenza fisica e verbale che sfociano persino nell’omicidio preterintenzionale o nell’istigazione al suicidio. E’ fuori discussione che l’istruzione alla legalità e l’insegnamento della Costituzione, con i suoi richiami legati alla attualità e il suo impatto sociale, avrebbe un potenziale didattico di ampio respiro. Per cui, potrebbe apparire un insegnamento da affidare alla trasversalità delle diverse discipline, così come sostenuto da chi ha ideato la Buona scuola e da chi avalla il continuo tentativo di esternalizzare l’educazione civica e il diritto. In realtà, ritengo che l’introduzione delle discipline giuridiche nel complesso dell’offerta scolastica, fin dalle scuole medie, non andrebbe subordinata al grado di sensibilità dei singoli docenti, o persino dei dirigenti, alla disponibilità di tempo, che rischierebbe di interpretarsi alla stregua di un corollario della materia di cui il docente è titolare. L’interdisciplinarietà è più da intendersi come necessità che i docenti, di qualsiasi disciplina, colgano tutte le opportunità offerte dallo svolgimento del proprio programma per fare opera di educazione e sensibilizzazione, ma è innegabile che l’istruzione alla legalità, per la vastità degli argomenti affrontati e la sua stringente attualità, sia meritevole di essere insegnata come materia a sé stante, con una propria cattedra e un proprio monte ore da docenti abilitati, fin dalle scuole medie.

Una efficace istruzione alla legalità: insegnare ai ragazzi le nozioni di reato, lesione del diritto e pena, quale conseguenza della violazione, affidato necessariamente a professionisti della materia, risorse umane – tra l’altro – già in forza nella scuola pubblica italiana, in quanto assunte come docenti di diritto, costituirebbe un validissimo strumento di prevenzione delle violenze minorili. Non è affatto sufficiente, se davvero si vuole combattere la dispersione scolastica e ogni forma di delinquenza minorile, affidare lo studio del diritto nei bienni delle superiori e dell’educazione civica alle scuole medie, ad esperti esperti soltanto per l’attuazione di sporadici progetti scolastici. E’ necessario, così come accade per tutte le professioni, che il ruolo di insegnante dell’educazione civica sia svolto dal docente abilitato nelle discipline giuridico economiche. Specifico è, infatti, il suo bagaglio curriculare, il suo approccio alle tematiche da trattare, la sua sensibilità a canalizzare la vasta tipologia di comportamenti violenti entro fattispecie delle quali è necessario conoscere anche il corollario della regolamentazione giuridica oltre che le mille implicazioni socio-culturali.

Buon 8 marzo a tutte!
Giovanna Musone e i docenti delle scienze giuridiche ed economiche

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