Educazione civica, trasversalità non significa riduzione oraria delle altre materie

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Un conto è il mondo teorico, un conto l’universo pratico. Spesso si mescolano, si confondono, ma fanno anche a cazzotti. Ed è quello che potrebbe accadere o in realtà pare stia accadendo in alcuni casi nell’insegnamento dell’educazione civica.

Riforma a costo zero

Partiamo dalla fine, per arrivare al principio. L’articolo 13 della Legge 20 agosto 2019, n. 92 afferma: Le amministrazioni interessate provvedono all’attuazione della presente legge nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
Una riforma a costo zero, che significa, tanto per cambiare, intensificazione del lavoro, zero assunzioni.  Chiaramente è impensabile contemplare l’incremento del tempo scuola, soprattutto nelle scuole di oggi tutte oramai strutturate sul tempo 5. Ma le conseguenze potrebbero manifestarsi sulle altre discipline insegnate con riduzione del monte orario per garantire l’importante insegnamento dell’educazione civica.

33 ore il minimo sindacale da garantire

Nelle linee guida si legge che “il testo di legge prevede che l’orario dedicato a questo insegnamento non possa essere inferiore a 33 ore per ciascun anno di corso, da svolgersi nell’ambito del monte ore complessivo annuale previsto dagli ordinamenti, comprensivo della quota di autonomia eventualmente utilizzata”. La legge infatti testualmente afferma :”le istituzioni scolastiche prevedono nel curricolo di istituto l’insegnamento trasversale dell’educazione civica, specificandone anche, per ciascun anno di corso, l’orario, che non puo’ essere inferiore a 33 ore annue, da svolgersi nell’ambito del monte orario obbligatorio previsto dagli ordinamenti vigenti. Per raggiungere il predetto orario gli istituti scolastici possono avvalersi della quota di autonomia utile per modificare il curricolo”.

La flessibilità del curricolo

Il Decreto Ministeriale 26 giugno 2000, n. 234 al comma 3 articolo 3 afferma che il curricolo obbligatorio e’ realizzato utilizzando tutti gli strumenti di flessibilita’ organizzativa e didattica previsti dal decreto del Presidente della Repubblica n. 275 del 1999. Ed il detto decreto specifica all’articolo 8  che le istituzioni scolastiche determinano, nel Piano dell’offerta formativa il curricolo obbligatorio per i propri alunni in modo da integrare, la quota definita a livello nazionale con la quota loro riservata che comprende le discipline e le attivita’ da esse liberamente scelte. Nella determinazione del curricolo le istituzioni scolastiche precisano le scelte di flessibilita’ nei limiti di flessibilita’ temporale per realizzare compensazioni tra discipline e attivita’ della quota nazionale del curricolo.

Trasversalità non significa riduzione oraria del monte orario curricolare, ma integrazione

In teoria si è formulato il concetto di trasversalità. Nelle linee guida si legge che “ogni disciplina è, di per sé, parte integrante della formazione civica e sociale di ciascun alunno”. Ad esempio: “l’educazione alla legalità e al contrasto delle mafie si innerva non solo della conoscenza del dettato e dei valori costituzionali, ma anche della consapevolezza dei diritti inalienabili dell’uomo e del cittadino, del loro progredire storico, del dibattito filosofico e letterario”. Bellissimo concetto.  Quindi, “l’insegnamento dell’educazione civica è, di per sé, trasversale e gli argomenti trattati, con riferimento alle singole discipline, risultano inclusi nel documento del 15 maggio”. Da ciò pare evincersi, nel mondo teorico, che l’educazione civica dovrebbe integrare la materia d’insegnamento base e non dovrebbe comportare una riduzione del monte orario della stessa nella quale entra l’educazione civica in via complementare. Ricordandosi che nelle scuole del primo ciclo, l’insegnamento trasversale dell’educazione civica e’ affidato, in contitolarita’, a docenti sulla base del curricolo utilizzandosi le risorse dell’organico dell’autonomia. Mentre nelle scuole del secondo ciclo, l’insegnamento e’ affidato ai docenti abilitati all’insegnamento delle discipline giuridiche ed economiche, ove disponibili nell’ambito dell’organico dell’autonomia.

Il problema è come far combaciare la trasversalità teorica con la pratica vissuta quotidianamente dal personale docente. Perché nella realtà delle cose l’educazione civica per come pensata e strutturata rischia effettivamente di comportare una riduzione del monte orario curricolare di base cosa che visto il quadro normativo sussistente non sembrerebbe essere proprio legittima.

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