Educazione civica, protestano i docenti di diritto: un pasticciaccio della didattica

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Un’educazione civica in borsalino, giacca e cravatta, ma senza volto. Questa l’immagine che Apidge (Associazione professionale insegnanti scienze giuridiche ed economiche) propone di condividere sui rispettivi profili Facebook a tutti i docenti di diritto ed economia «che hanno creduto nel cambiamento» – oltre 16mila quelli assunti dal Miur a tempo indeterminato – e che, per questa ragione, «non condividono il testo di riforma che la Camera dei deputati si appresta a votare».

La protesta virtuale è indetta per il prossimo 29 aprile, quando il provvedimento elaborato in commissione Cultura di Montecitorio farà il proprio ingresso in aula.

«I fatti di cronaca che siamo costretti a leggere tutti i giorni e, più in generale, la consapevolezza del ruolo fondamentale delle nostre istituzioni scolastiche nel percorso di formazione e di crescita dei nostri bambini e ragazzi – affermano i vertici dell’associazione, che sul social network conta fino a 12mila-15mila visualizzazioni per ogni post – impongono un urgente ripensamento delle modalità di insegnamento delle competenze di “Cittadinanza e Costituzione” nelle scuole, attualmente disciplinate dal decreto legge 137/2008, convertito, con modificazioni, dalla legge 169.

Questi i propositi e questo il motivo per cui Apidge ha creduto fortemente in questa “riforma”.

Ora, però, leggendo il testo unificato che verrà presentato in aula alla Camera, è grande la delusione e si alza la critica dei docenti di diritto e di economia politica.

Una disciplina senza fisionomia, un intrigo di compiti, un sovrapporsi di ruoli, un accavallarsi di responsabilità: un pasticciaccio della didattica»

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