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Educazione civica per Infanzia: globalizzazione e individualismo, implicazioni per l’agenda per l’inclusione e il globalismo affettivo. Progetto di letto-scrittura

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È noto che, negli ultimi decenni, le società di tutto il mondo hanno assistito a trasformazioni drastiche che hanno influenzato vari aspetti della vita delle persone. Questi cambiamenti hanno creato le condizioni favorevoli per l’emergere della globalizzazione e dell’individualismo che, a loro volta, hanno creato tensioni sul ruolo dell’educazione e aggiornato il discorso sull’inclusione sociale ed educativa.

Da un lato, la globalizzazione, rafforzando le interconnessioni e l’interdipendenza, ha facilitato la crescita del mercato globale e dell’economia della conoscenza, che coinvolge gli Stati nazionali in una forte concorrenza. Le economie nazionali, per sopravvivere e progredire, hanno bisogno di una forza lavoro ben attrezzata con il “know-how” per realizzare profitti, e questo rende importante la dimensione economica dell’istruzione (Brooks et al 2013). Pertanto, tra “selezione” nel mondo del lavoro e “socializzazione” per la vita adulta, che Durkheim ha definito come i due ruoli principali dell’istruzione, sembra che sia il primo ad aver guadagnato terreno (Jarvis 2007).

Il senso di comunità

D’altra parte, l’individualismo crescente e le relazioni sociali più sciolte indeboliscono il senso di comunità a un livello più basso e più locale, e nel quadro della “guerra globale” che caratterizza l’era post-industriale, la priorità è data alle scelte individuali, dei bisogni e dei diritti. Pertanto; l’accento è posto sull’autostima, l’autosufficienza e la competenza personale (Brown e Tannock 2009).

“È l’istruzione che dovrebbe affrontare la frammentazione sociale e rafforzare l’inclusione e la coesione sociale”.

La combinazione di crescente globalizzazione e individualismo indebolisce i valori collettivi

La combinazione di crescente globalizzazione e individualismo indebolisce i valori collettivi e i legami sociali, mettendo a repentaglio gli ideali di uguaglianza, equità, giustizia sociale e democrazia (Green 2006). Tuttavia, la sopravvivenza e la sostenibilità del mondo naturale e sociale richiedono iniziative e collaborazione collettive. Dato che l’autoregolamentazione della vita economica, politica e sociale contemporanea sembra funzionare contro ciò, è l’istruzione che dovrebbe affrontare la frammentazione sociale e rafforzare l’inclusione e la coesione sociale.

Promuovere democrazie partecipative

Alla luce di quanto sopra, è evidente che l’educazione viene coinvolta in un tiro alla fune: ci si aspetta che aiuti gli individui a essere competitivi in ​​modo che prosperino nelle società contemporanee orientate all’economia, ma allo stesso tempo ci si aspetta anche che cementi i legami tra gli individui in modo che promuova democrazie partecipative caratterizzate da un vivido impegno civico. Sembra che, al giorno d’oggi, la parte che vince la rivalità sia quella che predilige alti standard di prestazione e competizione. Di conseguenza, nozioni come responsabilità educativa, rendimento, efficacia ed efficienza hanno dominato il campo, portando all’emarginazione educativa e sociale degli studenti che sono svantaggiati sulla base delle caratteristiche dell’identità o di ciò che è considerato capacità (Slee 2014).

Affrontare il disfacimento delle connessioni sociali

Sebbene l’istruzione non possa trascurare il suo ruolo nel promuovere le opportunità del mercato del lavoro degli individui e quindi la loro prosperità economica e crescita personale, è necessario evitare che trascuri il suo ruolo fondamentale nell’affrontare il disfacimento delle connessioni sociali. L’istruzione deve essere potenziata in modo che diventi una forza forte ed efficace per il cambiamento sociale che affronti le disparità ed elimini la segregazione. Riconoscere l’importanza dell’inclusione educativa che mira all’inclusione sociale è più importante che mai, poiché sostiene valori collettivi che sono in accordo con le idee di collaborazione, coerenza sociale e cittadinanza attiva. È necessario garantire che tutti gli studenti abbiano il diritto istruzione e di avervi accesso indipendentemente dal loro background. Devono anche avere il diritto all’istruzione, in modo che appartengano e si sentano accettati nelle loro comunità e nelle culture scolastiche, avendone i loro bisogni soddisfatti. In questo modo, verrà fornita un’istruzione democratica di qualità a tutti gli studenti e saranno rafforzate l’uguaglianza sociale, l’equità e la giustizia, poiché i giovani saranno preparati a diventare cittadini dotati delle competenze necessarie per risolvere collettivamente i problemi celebrando la loro diversità.

Il metodo del Globalismo affettivo

Il Metodo, proposto da Vito De Lillo, avvia i bambini, da quattro anni in poi, in pochissimo tempo, “all’esperienza dell’alfabetizzazione e alla produzione delle prime parole sviluppando, nel contempo, tutti i canali senso-percettivi ed intellettivi della persona del bambino”. “Il percorso – continua De Lillo – prevede una sinergia metodologica tra dimensione fantastica e dimensione digitale del fare Scuola e si avvale anche di un supporto multimediale interattivo creato ad hoc dall’autore per rinforzare l’apprendimento”.

Il Globalismo affettivo fa leva sulle potenzialità della sfera emotiva ed affettiva dei bambini favorendo l’accostamento non forzoso, né anticipazionistico a un mondo fantastico.

In questo mondo i bambini – continua Vito De Lillo – diventano protagonisti di una serie di storie che generano le stesse lettere dell’alfabeto.

La sperimentazione

Il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia Ufficio Scolastico Regionale, Direzione Generale UFFICIO V – Ordinamenti scolastici. Vigilanza e valutazione delle azioni delle istituzioni scolastiche. Istruzione non statale, con nota di Prot. 5806 del 7 agosto 2012 aveva già approvata la sperimentazione “Globalismo Affettivo nella disabilità”. Sperimentazione i cui esiti sono stati certificati dalla Facoltà di Scienze della Formazione e della Clinica Universitaria di Neuropschiatria Infantile del Policlinico di Bari hanno così concluso le rispettive relazioni sugli esiti:

“…Alla luce di quanto emerso e pur in considerazione del campione teorico osservato, si attribuisce validazione piena al metodo e si suggerisce l’allargamento del monitoraggio in estensione e in profondità: sarebbe interessante valutare gli effetti del metodo in gruppi che ne hanno fruito al termine del 2° anno della scuola primaria (in concomitanza con la somministrazione delle prove Invalsi) e nella comparazione con un gruppo di controllo” come attestato dai docenti Giuseppe Elia e Loredana Perla Facoltà di Scienze della Formazione Università di Bari.

Il metodo “Globalismo affettivo” è valido ed efficace nella disabilità

“…Questo studio ha dimostrato che il metodo “Globalismo affettivo” è valido ed efficace nella disabilità. Questi risultati derivano dalle caratteristiche specifiche del metodo che risulta: motivante, socializzante, graduale, fonematico, plurisensoriale, multimediale e variabile. Infatti l’aspetto motivante e socializzante favorisce l’integrazione scolastica dei bambini disabili che spesso sono inibiti e insicuri; la gradualità e la semplicità facilita l’apprendimento nei bambini affetti da ritardo mentale; l’impostazione fonematica lo rende adatto ai bambini con disturbo del linguaggio perché ne migliora le abilità metafonologiche; l’uso del computer vicaria i deficit motori e stimola gli aspetti percettivi facilitando l’apprendimento nelle paralisi cerebrali; la variabilità degli stimoli e delle attività favorisce il mantenimento di buoni livelli di attenzione nei bambini affetti da ADHD; l’uso del computer, ricco di aspetti percettivi e cromatici, può rientrare negli interessi ristretti e stimolare l’apprendimento nei bambini affetti da disturbi dello spettro autistico. In conclusione il “Globalismo affettivo” appare un metodo efficace non solo per avvicinare il bambino disabile alla letto-scrittura ma anche per promuoverne l’integrazione nel gruppo classe, confermandosi, secondo le parole del suo ideatore: “un metodo per tutti e per ciascuno” come hanno sottolineato Margari Lucia, Buttiglione Maura, Cristella A. , de Giambattista C. e Zagaria G. dell’Università degli Studi “Aldo Moro” U.O.C. di Neuropsichiatria Infantile Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico Bari.

Il progetto

Di particolare interesse il progetto attuato Istituto Comprensivo Donizetti, scuola dell’Infanzia, Plesso Tartaglia, denominato “Racconti delle lettere” attuato con il metodo del Globalismo Affettivo e del quale è stato Docente referente l’insegnante Erco Domenica. Un progetto che rappresenta la prova tangibile di una scelta assolutamente ineludibile.

GLOBALISMO AFFETTIVO

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